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“GULASH”: LoudVision vi racconta il nuovo disco degli Agrado

Eccovi il nuovo disco degli Agrado, uscito lo scorso 27 Gennaio e fresco fresco di ottima critica a suo favore. Si intitola “Gulash” e ci regala un concentrato di bellissimo pop rock italiano in 10 inediti che di certo non fanno sconti di forma e di sostanza. Melodie e testi ben curati e, per quanto possa sembrare strano al mondo d’oggi soprattutto in ambito – come dire – indie e di autoproduzioni, con gli Agrado troviamo cura nella produzione che, per quanto non sia stellare e da main stream, cerca di portare a casa un lavoro di gran mestiere… e ci riesce benissimo.

Per dare un gustoso sunto di tutto questo basti vedere il video del singolo “Bon Ton” che avevamo già conosciuto e che diede ampia anticipazione a questo lavoro. Un bel lavoro che consigliamo agli amanti di quel pop annidiayo nell’underground del grande commercio italiano. Come a dire che non ci sono solo Negramaro o Negrita, non ci sono solo quei 4 o 5 gruppi che passano tv e radio famose. Il rock italiano è costellato di tantissime altre risorse… e “Gulash” è sicuramente una di queste.

Agrado, “Gulash” brano per brano

Aspettando J       
Un brano che parla di una storia affascinante, non si sa se vera o se pura invenzione ma comunque affascinante. J come Jim Morrison mai morto ma rinato in Barry Manilow, cantante americano che vede il suo massimo successo in “Mandy”, canzone che, per i sostenitori di Jim Morrison vivo, rappresenta una subliminale dedica in musica alla storica fidanzata Pamela. Me and you, ecco il senso di Mandy.

Autostop nonsense
Il senso della vita racchiuso in un format, “un fantastico reality show“. In una società che impone sempre più spesso meccanismi finti ma che funzionano perché già testati, ci si trova spesso ad interpretare il ruolo di concorrenti, in cui l’unico scopo è quello di non essere eliminati. Tutto questo rischia di portarci in un viaggio fuori controllo e soprattutto senza senso.

Bon Ton
Primo singolo dell’album, ha l’intento di prendere in giro una società che impone una bellezza stereotipata, alla ricerca costante di una perfezione che a volte annulla il proprio modo di essere.

Dietro a uno specchio
Canzone dedicata ai vari leader politici italiani, che punta il dito in particolare su nobile cavaliere, prendendolo come esempio da ridicolizzare, non per scelta politica, ma perché propenso a vendere la sua immagine  mediatica, come fosse una rock star.

Una domenica su Marte
Canzone che serve a dare una speranza ed uno sfogo contro tutto quello che non ci appartiene ma che ci viene imposto nel pianeta in cui viviamo. “Su la testa!“, prima frase del brano, è un imperativo a non mollare ! E se tutto quello che cerchiamo qui non c’è, “passeremo una domenica su Marte”.

Viaggiatore immobile
Brano che estremizza la solitudine e la paura di mettersi in gioco, affidando i nostri viaggi ad uno schermo che interpreta le nostre volontà attraverso un computer, fenomeno purtroppo sempre più reale che però di reale non ha proprio nulla.

Semplice mente
Nulla di più semplice, una canzone romantica che si presenta in maniera semplice e diretta proprio perché rivolta semplicemente a una semplice mente.

Violenza blues
Espressione di sesso piacere e complicità, estrema opposta di “semplice mente”, racconta attraverso sfumature velate, il sapore di una notte sopra le righe…

Tutto ciò che conosco
In un album intitolato “Gulash” dove ogni canzone rappresenta un ingrediente della ricetta, questa canzone rappresenta l’ingrediente inaspettato, quello completamente diverso da tutto, non a caso “Tutto ciò che non conosco”.

Generation of phenomena
Un altro pezzo che incita a non abbassare la guardia di fronte ad un futuro che non ci appartiene, esortando l’ascoltatore a non diventare complice di una realtà inaccettabile. Se tutto questo non dovesse accadere, ci vedremo costretti a “trovare un’altra scusa”.

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