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Guy Ritchie: Alti e bassi di un “Material Guy”

Guy Stuart Ritchie nasce a Hatfield, nell’Hertfordshire il 10 settembre 1968.
La sua storia e quella della sua famiglia sembrano già la riuscita sceneggiatura di un futuro biopic.
A partire dalla madre, Amber Parkinson che, molto giovane, dà in adozione il primo figlio nato da un flirt adolescenziale, quindi divorzia dal padre di Guy nel 1973 per convolare a nozze con un barone inglese.
Cresciuto dalla sorella maggiore, Guy Ritchie diventa un adolescente problematico e scapestrato: studente dislessico, espulso da scuola per uso di droghe leggere, abbandona definitivamente gli studi all’età di 16 anni, per tentare di intraprendere la carriera di regista.

Il suo sogno si concretizza nel 1995, con la realizzazione di “The Hard Case”.
Nel 1998 si fa conoscere al grande pubblico con il primo lungometraggio “Lock, Stock and Two Smoking Barrels”, di cui è regista, sceneggiatore e produttore.
Ottima accoglienza al botteghino anche per “Snatch – Lo strappo”, film del 2000 che consacra la definitiva fama internazionale del regista e che vede la presenza di divi del calibro di Brad Pitt e Benicio Del Toro.

Lontano anni luce dalla sua vita di giovane ribelle, Guy Ritchie vive finalmente il suo momento di gloria. Riconosciuto ufficialmente come brillante regista della nuova generazione, raggiunge l’apice della popolarità sposando nel 2000 la celebre popstar Veronica Ciccone, in arte Madonna.
L’evento gli procura grande attenzione da parte dei media e lo introduce, volente o nolente, nell’effimero mondo del gossip: nasce Mr. Madonna.
E proprio la moglie sembra influenzare i successivi lavori di Ritchie.
Nel 2001 si dedica alla realizzazione di uno spot pubblicitario per la BMW, con protagonisti Madonna e Clive Owen, quindi si dedica al video di “What It Feels Like for a Girl”.

La costante presenza di Madonna non facilita la crescita professionale di Guy Ritchie, e conduce il regista al suo primo flop.
Nel 2002 Guy dirige il remake di “Travolti Da Un Insolito Destino Nell’Azzurro Mare D’Agosto”, pellicola cult del 1974 di Lina Wertmüller.
Il progetto è ambizioso e il confronto inevitabile: il film si rivela un totale fiasco, collezionando ben 5 Razzie Awards.
Il successivo lungometraggio del 2005 “Revolver” è un ritorno al genere crime e viene accolto tiepidamente dalla critica, nonostante la partecipazione al Toronto Film Festival.
Del 2006 è il documentario “I’m Going To Tell You a Secret”, che segue da vicino le tappe del tour della moglie, mentre nel 2007 disegna una serie a fumetti a tema supereroistico, “Gamekeeper”.

Dopo un periodo di smarrimento artistico, Guy Ritchie sembra aver ritrovato la retta via, ritornando all’amato stile degli esordi con il poliziesco “RocknRolla”, del 2008.
Il divorzio con la popstar sancisce la fine di Mr. Madonna: Guy Ritchie abbandona le copertine patinate delle riviste femminili per tornare a destare l’attenzione e la stima del grande pubblico, con nuovi interessanti progetti.
Prossima uscita: “Sherlock Holmes”, trasposizione del libro a fumetti di Lionel Wigram.

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