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  • Haggard: And Thou Shall Trust… The Seer

    Haggard

    Data di uscita: 01-01-1997

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Imponente tempesta nera

Il profeta di cui dovremo fidarci, come dice il titolo, predice una lunga e gloriosa carriera per gli Haggard, complesso multiforme ed eterogeneo che dà vita, a partire da questo esordio “And Thou Shall Trust… The Seer”, a una creatura musicale altrettanto caleidoscopica. I tedeschi, guidati da Assis Nasseri, possono anche vantare una lineup in grado di competere con una piccola orchestra, con voci, fiati e archi ad affiancare la tradizionale strumentazione rock e costruire la ricca ambientazione sonora in cui si inseriscono tratti tipicamente metal: growl e chitarre zanzarose si piantano, come stilettate, in un substrato di musica classica, che trae ispirazione da medioevo e rinascimento senza pretesa di ricostruzione storica.

Le trame degli Haggard sono fraseggi complessi in cui si alternano voci, suoni ed emozioni dal carattere molto differente, secondo percorsi saggiamente non ripetitivi. Se può essere quindi più complesso seguire il flusso quasi insolubile dei lunghi capitoli, la longevità dell’opera beneficia alquanto di un songwriting così elaborato ed efficace.

La lunga “In A Pale Moon’s Shadow” è il simbolo dei primi Haggard, in essa fiati, archi e chitarra elettrica si fondono in un unico motivo, i cori montano la carica assieme alle percussioni, angeliche voci di soprano elevano al cielo i grugniti di memoria death metal. Sul fronte dei temi trattati, è “De La Morte Noire” che lascia l’impressione più incisiva a partire dal solo titolo. Per gli Haggard l’età oscura medievale si concretizza nell’Inquisizione, l’utilizzo promiscuo delle lingue porta invece al latino di Melancolia, che in copertina funge da manifesto. Si tratta dunque di un approccio drammatico, oscuro, a volte opprimente, tanto che i lievi passaggi di fiati, piano o clavicembalo sono vasi di coccio nella tempesta di nera grandeur in cui gli Haggard ci immergono. Naufragar ci è dolce in questo periglioso mare.

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