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  • Haggard: Awaking The Centuries

    Haggard

    Data di uscita: 01-01-2000

    Loudvision:
    Lettori:

De pestilentia

C’est la peste! C’est la peste! è il grido del popolo con cui si apre “Awaking The Centuries”, a cui risponde un Claudite fenestras et portas! da parte del protagonista, che sottolinea il tripudio di lingue, metaforicamente anche musicali, che arricchisce le opere degli Haggard. Dallo stesso spettacolare incipit si deducono anche la ben nota attenzione per le tematiche e le ambientazioni medievali e rinascimentali, nonché l’evoluzione verso una struttura più narrativa degli album dei tedeschi. La divisione fra lunghe composizioni e brevi intermezzi viene confermata e rafforzata dalla divisione in capitoli, ciascuno dei quali ospita un cuore musicale ed un contorno dalla funzione ambientale. Questo poligono a cinque lati si chiude grazie al “Rachmaninov: Choir” che figurativamente apre e chiude il tratto attorno all’immagine di Nostradamus.

È proprio il discusso profeta, infatti, al centro dell’osservazione degli Haggard, che lo ritraggono ove possibile nell’artwork e lo pongono al centro di una vicenda da lui stesso anticipata in una delle sue visioni. Misticismo, religione e oscurità si fondono ancora una volta constantemente nella variopinta trama musicale ordita da Asis Nasseri e dai suoi molteplici musicanti. L’effetto orchestrale generato da archi e fiati diviene ancora più centrale e funzionale, giungendo a una grandeur cinematografica che continuerà a mantenersi, forse fin troppo, carattere portante della discografia degli Haggard.

“Awaking The Centuries”, comunque, sembra riuscire a mantere un invidiabile equilibrio tra le correnti, presentando un impianto narrativo impressivo, così come canzoni estremamente efficaci, sia nella loro componente orchestrale e spettacolare, che in quella più aggressiva e ruvida. Rimane costante, infatti, la presenza di growl e chitarre distorte, nonostante quest’ultime mantengano un suono poco gradevole e si configurino come tallone d’Achille all’occhio del amante delle sonorità più forti.

Alla luce di questa sostanziale magnificazione dei propri pregi, gli Haggard possono a ragione ritenere di aver toccato in questo momento il proprio massimo compositivo. “Awaking The Centuries” merita perciò la possibilità di divenire sinfonia oscura di sottofondo per le notti più buie e tempestose del nostro personale medioevo.

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