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La marcia dei Templari non arresta il suo passo

Dopo aver rotto il ghiaccio con “Blood Bound”, Hector è pronto a conquistare il mondo per la quinta volta con un pugno di canzoni all’insegna del metal classico. Anche se non ci si può aspettare un cambiamento di stile dagli HammerFall, “Chapter V” conferma la buona tendenza inaugurata da “Crimson Thunder”, all’insegna di un songwriting più fresco e coinvolgente di quanto espresso dal minimo storico “Renegade”.
Le prime tre tracce, incluso il già noto singolo “Blood Bound”, sono senz’altro tra i pezzi migliori di questo capitolo, e non solo, mostrando per altro un buon campionario di quello che gli svedesi sono in grado di proporre oggi: si passa dal power metal veloce ed evocativo dell’opener “Secrets”, per la quale non è azzardato effettuare un paragone con i Gamma Ray di Kai Hansen, al più classico riffing quadrato e cadenzato di “Blood Bound” e “Fury Of The Wild”, che vede il cantante Joacim Cans alle prese con le tonalità più alte e conferma anche nel suo caso una maturazione nello stile. La chiusura del cerchio avviene con la suite finale, uno sperimentale pezzo dalla lunghezza proibitiva che riesce nell’intento di non venire a noia passando agevolmente da un’atmosfera all’altra e giocando su toni epici e dilatati.
Con quest’ultima firma gli HammerFall concludono dunque un album che tiene ben alto il loro nome, impresso a fuoco nel cuore di un pubblico molto ben definito, che sicuramente non sarà deluso da quanto “Chapter V” è in grado di offrire.

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