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  • HammerFall: Crimson Thunder

    HammerFall

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Rise and conquer, let the infidels burn

Grazie al matrimonio tra la potenza del tuono e uno dei colori a cui il metal è tradizionalmente più legato, gli HammerFall riescono a risollevare le proprie sorti dopo un album assolutamente deludente come “Renegade”.
Il Tuono Cremisi porta una ventata di aria fresca a spazzare le terre di Svezia e rafforza gli animi dei templari con un pugno di pezzi realmente epici ed evocativi, quali la title track “Crimson Thunder” e la perla “Angel Of Mercy”, sede delle atmosfere più tese e dense che Dronjak e Cans abbiano mai messo in musica. O meglio, che abbiano mai riprodotto, trattandosi di una cover della band di David T. Chastain. Per la vera hit firmata HammerFall bisogna allora ripiegare sulla cantabilissima “Hearts On Fire”, un pezzo al limite dell’hard rock che fa della semplicità e dell’immediatezza il proprio credo; un po’ come avviene negli altri frangenti in cui, più che in passato, emerge l’happy metal di matrice tedesca, responsabile di una vivacità che non può che essere la benvenuta nel momento in cui l’ispirazione metallica comincia a boccheggiare.
Conferma della volontà di andare oltre degli schemi eccessivamente consunti è anche l’introduzione di un paio di strumentali, che passano dalla completa inutilità dell’intermezzo “Lore Of The Arcane” alla gradevole melodia di “In Memoriam”, che va idealmente a costituire la seconda ballad del disco, affiancando la discreta acustica “Dreams Come True”, questa volta non posta in chiusura ma seguita dalla coinvolgente cavalcata “Hero’s Return”. Di nuovo una rottura con un passato che non era più possibile portare avanti e di nuovo un colpo a segno, per un album che nel suo piccolo mondo va molto vicino a cogliere nel centro.

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