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  • HammerFall: Glory To The Brave

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L’heavy metal è tornato

1997 A.D.: la Nuclear Blast abbraccia un gruppo di ragazzi svedesi e pubblica un disco che sarà uno dei principali responsabili della nuova ondata di heavy metal ottantiano che per un lustro almeno imperverserà sul mondo metallico.
“Glory To The Brave” riporta in auge i riff e i cori sepolti sotto una coltre di polvere dagli infausti ’90 e li rilancia con una freschezza impronosticabile: il disco non suona affatto datato e unisce una scuola vecchia di quindici anni con una produzione cristallina a cui i classici del genere non avevano neppure avuto l’occasione di avvicinarsi. Allo stesso modo si fondono riff decennali con melodie affascinanti che diverranno tipiche della scuola svedese partorita dagli HammerFall, così come cori epici e possenti con acuti che toccano vette sempre più alte e diverranno lo standard per una nuova generazione di cantanti.
Non c’è alcun dubbio sul fatto che questo sia il capolavoro della formazione guidata da Oscar Dronjak (g) e Joacim Cans (v), da un lato per l’enorme rilevanza storica, che lo battezza come uno dei lavori più importanti e influenti della scena metallica al cambio di millennio, dall’altro per l’indiscutibile qualità di inni come “The Metal Age” e “Steel Meets Steel” o di sparate come l’opener “The Dragon Lies Bleeding”, uno dei migliori pezzi di speed heavy metal concepiti nell’ultima decade.
Da non dimenticare, infine, l’immancabile ingrediente segreto che giunge secondo copione a spezzare la durezza delle catene metalliche: “I Believe” e “Glory To The Brave” si presentano come due ottime ballad, sentite e coinvolgenti al punto giusto, arma in più al cui doppio taglio non si fa troppo spesso adeguatamente attenzione.

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