Home > Recensioni > HammerFall: Legacy Of Kings
  • HammerFall: Legacy Of Kings

    HammerFall

    Loudvision:
    Lettori:

Era buona la prima

Non cambia di una virgola la proposta degli HammerFall per quello che dovrebbe essere il bis dell’acclamato “Glory To The Brave” e che fallisce nell’intento per un’evidente calo in cabina di songwriting, nella quale la regia a sei mani di Dronjak/Cans/Strömblad (quest’ultimo non più alla batteria ma soltanto alla penna) non riesce a trova più la freschezza e l’impatto del precedente capitolo. È tanta la fretta di ripetere il successo di una formula tanto semplice quanto vincente che si dimentica, non solo come in ambito musicale le ripetizioni non giovino, ma anche l’importanza dei dettagli, quelli che per un album dalla carica innovativa pressoché nulla possono significare vita o morte.
“Legacy Of Kings” viene quindi affossato principalmente da una serie di cori mal riusciti (“Stronger Than All” fa impallidire) e dalla scontatezza delle ballad (“Remember Yesterday”, “The Fallen One”), che vanno a rovesciare completamente i giudizi positivi riscossi dalle colleghe presenti su “Glory To The Brave”. Basta qualche altro pezzo privo mordente per completare il quadro di un disco che placa gli entusiasmi e non riesce in alcun modo a liberarsi della scomoda ombra che lo precede, pur non sfigurando al cospetto della marmaglia di cloni che anch’esso contribuirà ad alimentare.

Scroll To Top