Home > Recensioni > HammerFall: Renegade
  • HammerFall: Renegade

    HammerFall

    Loudvision:
    Lettori:

Da dimenticare

Continua la parabola discendente degli HammerFall, che tocca con questo capitolo, vogliamo ben sperare, il proprio minimo assoluto. A partire da una copertina che in pochi possono invidiare, per arrivare a un video assolutamente grottesco, e passando per dieci tracce che definire banali è un eufemismo, “Renegade” è una vera mazzata per i sostenitori dell’act svedese. Il termine “Templars” fa per la prima volta la sua comparsa sull’artwork disegnato da Andreas Marschall, andando ancora meglio a identificare la simbologia del gruppo rappresentato dal guerriero dall’enorme martello, ma nonostante ciò il pezzo che veicola questa simbolo è una pessima opener, cadenzata ma non abbastanza epica da introdurre nell’atmosfera (melliflua) del disco. Un compito del genere sarebbe potuto essere assolto dalla sola “The Way Of The Warrior”, unico brano che riesce a distinguersi in un marasma di noia e scontatezza, tra ballad soporifere come “Always Will Be”, tentativi di emulazione degli indimenticati punti di riferimentodi come l’helloweeniana “Keep The Flame Burning” e perfette occasioni per rendersi ridicoli perfino di fronte al pubblico televisivo come la title track, sottofondo per un video clip che in una dittatura musicale sarebbe senz’altro passibile di prigione senza passare dal “Via!”.
Con la tristezza negli occhi, oltre che nelle orecchie, si chiude quindi un album da dimenticare, che traghetta gli HammerFall nel bel mezzo delle rapide più pericolose: ora non si può più sbagliare.

Scroll To Top