Home > Recensioni > Handsome Furs: Face Control

East Side project

Dopo la nuova avventura musicale dei Wolf Parade, Dan Boeckner, chitarrista e una delle voci del gruppo, torna con il side project Handsome Furs, nato dall’unione musicale e coniugale con Alexei Perry. Partito nel 2006 da Vancouver, con l’intento di dare vita ad un suono oscuro e minimale basato solo sulla voce, la chitarra e un nuovo tipo di drum machine, il duo canadese ha calcato i palcoscenici di mezza Europa, per poi dare alle stampe due album intrisi di impressioni e riflessioni sul Vecchio Continente .

Se il suo suono intimo e sincero di “Plague Park” era frutto di un’immersione totale nei malinconici paesaggi scandinavi, dove il sole riflette sulle distese infinite di ghiaccio e sulle foreste di pini, il nuovo lavoro rappresenta la prosecuzione, reale e autoriale, del viaggio europeo degli Handsome Furs: verso est, direzione Mosca. Questa volta l’itinerario è un susseguirsi di cieli cristallini e migliaia di chilometri di tundra, dove di tanto in tanto si intravedono segnali della presenza dell’uomo: ponti, ferrovie, palazzi, strade…e la politica del controllo (“Passport Kontrol”). La voglia di fuggire da questo concetto, tipico del blocco sovietico, intride completamente il lavoro degli Handsome Furs che, nonostante le difficoltà e la confusione (“I’m Confused”) che si prova quando si tenta di uscire dagli schemi precostituiti (“Nyet Spasiba”), sembrano convinti di poterne venire fuori.

Il risultato musicale è un disco molto più veloce e rumoroso del precedente, in cui la voce e la chitarra di Dan prendono il sopravvento sui freddi beat elettronici che avevano contraddistinto l’esordio. Un lavoro che ispira movimento e ottimismo, e che ci ricorda che, nonostante le costrizioni a cui siamo sottoposti oggigiorno, possiamo trovare la nostra via di fuga.

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