Home > Recensioni > Hans Zimmer: Rango

Poco stomaco, troppo cervello

Hans Zimmer è uno tra i più famosi e prolifici autori di colonne sonore Hollywoodiane, il suo contributo è un valore aggiunto praticamente garantito a qualsiasi film. Con “Rango” l’autore tedesco torna a collaborare con Gore Verbinski, ed è chiamato a musicare un western.

Il tema del film è definito già dalla seconda traccia, e viene riproposto come marcia lenta, marcia veloce, su ritmo balcanico e in forma epica nel finale. L’aspetto armonico nel lavoro di Zimmer è come sempre molto curato, e per “Rango” si concede anche una licenza poetica sulla cavalcata delle Valchirie di Wagner.

La colonna sonora ufficiale contiene, oltre a brevi dialoghi presi dal film, alcuni brani eseguiti da altri artisti, su tutti la band dei Los Lobos. A quest’ultima sono affidate le tracce in stile messicano.

L’intero disco ha l’aria di un compito ben eseguito che porta a casa il risultato, ma purtroppo privo di ispirazione, forse in linea con la dichiarazione del regista stesso di voler realizzare un film più “piccolo” dopo i toni epici di “Pirati Dei Caraibi”. Il tema musicale di Rango non ha l’aria del brano che funziona fuori dal film e difficilmente troverà un posto di rilievo tra gli altri lavori del compositore.
La nota positiva è un certo sforzo nel non ripetersi, vero punto debole di Zimmer (le somiglianze tra “Il Gladiatore” e “Pirati Dei Caraibi” erano piuttosto fastidiose), sforzo già visto in “Inception” e continuato malgrado il film di minore portata.

Pro

Contro

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