Home > Recensioni > Hardcore!

Hardcore!”, film d’azione di Ilya Naishuller girato interamente in soggettiva, si pone a cavallo tra il mondo cinematografico e quello videoludico, e offre ottimi spunti di riflessione su entrambi i media.

Qual è la differenza tra film e videogioco? Storia, linguaggio, interattività? Sono entrambe opere narrative per immagini che nascono, prima di tutto, per intrattenere.

Non è raro che l’appellativo videogioco, con accezione negativa, venga utilizzato per descrivere film di genere in cui spicca una componente d’intrattenimento. 

Si tratta, ovviamente, del pregiudizio anacronistico di coloro che ritengono che un mezzo espressivo abbia più dignità artistica di un altro (che viaggia di pari passo con l’idea, dura a morire, che alcuni generi cinematografici abbiamo meno valore di altri).

In realtà, non mancano esempi di videogiochi con la stessa qualità narrativa o tecnica di molti film. 

Se, negli ultimi anni, alcuni di questi hanno optato per un taglio sempre più cinematografico (basti pensare a titoli come “Heavy Rain”, “Beyond: Due anime” o “The Last of Us”), “Hardcore!” sembra imboccare il cammino inverso, portando nelle sale la versione live-action di uno sparatutto in stile “Doom” o “Call of Duty”.

L’obiettivo di Ilya Naishuller e del produttore Timur Bekmambetov, che incoraggiò il regista a realizzare il lungometraggio subito dopo la visione del videoclip “Bad Motherfucker”, è quello di far provare al pubblico l’esperienza immersiva della narrazione interamente in POV (point of view, il punto di vista del personaggio) che, fino ad ora, era riservata solo ai videogiocatori.

Lo spettatore, così, si ritrova all’improvviso ad essere Henry, uomo in fin di vita trasformato in un cyborg senza memoria e senza voce, che, a pochi minuti dal suo risveglio, viene coinvolto in una folle corsa contro il tempo per salvare la moglie Estelle (Haley Bennet) dalle grinfie del terrorista dotato di poteri telecinetici Akan (Danila Kozlovsky), aiutato dal misterioso Jimmy (Sharlto Copley).

Non si può dire che “Hardcore!” brilli per scrittura, con una sceneggiatura approssimativa e dei personaggi del tutto bidimensionali, con la sola eccezione del particolarissimo Jimmy interpretato da Sharlto Copley (“District 9″).

La vicenda, naturalmente, è un mero pretesto per costruire una narrazione serratissima secondo il tipico schema a missioni, con prove da superare sempre più estreme, fino allo scontro finale con il big boss.

Questo tipo di struttura a blocchi, intervallati da sequenze simili alle cinematiche dei videogiochi, permette di tirare il fiato senza compromettere il ritmo, che rimane sempre altissimo, aiutato anche dall’azzeccata colonna sonora di Dasha Charusha.

Purtroppo, le sequenze d’azione sono un po’ sacrificate al linguaggio scelto, con stunt inquadrati delle GoPro in maniera troppo confusa per essere apprezzati appieno. Le cose vanno decisamente meglio dal punto di vista del gore, con scene ben realizzate che la soggettiva riesce addirittura a esaltare.

Non nego che si abbia spesso la sensazione di guardare un amico giocare e che, quindi, il film di Naishuller risulti un esperimento riusciuto a metà (a meno che, naturalmente, non siate abitué di piattaforme come Twitch).

“Hardcore!” ha tanti problemi, ma sperimenta molto di più della maggior parte dei film d’azione visti negli ultimi anni. Soprattutto, ha il pregio di non prendersi mai sul serio (un po’ come faceva “Crank“), di andare dritto per la sua strada e di divertire parecchio, con una grande dose di ironia.

Pro

Contro

Scroll To Top