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Hardcore Superstar: Hard rocker per sempre

Gli Hardcore Superstar, paladini svedesi dello sleaze rock, hanno appena fatto uscire il loro nono album, “C’Mon Take On Me”.
Abbiamo inviato un po’ di domande ad Adde, il batterista.

“C’mon Take On Me” esce a tre anni di distanza da “Split Your Lips”, che invece era uscito appena un anno dopo il suo predecessore. Come mai avete atteso di più questa volta? Per via dei tour?
Sì, ci siamo fatti un mazzo così per il tour di “Split”. Abbiamo aperto per chiunque, dagli AC/DC ai Mötley Crue ai Metallica, abbiamo suonato in un sacco di festival e abbiamo fatto i nostri concerti.

Quanto tempo ci avete impiegato per registrare l’album?
Abbiamo trovato uno studio abbandonato che abbiamo trasformato nel quartier generale e studio di registrazione degli HCSS. Abbiamo lavorato lì da maggio a settembre.

I brani sono completamente nuovi o siete partiti da del materiale precedente?
Abbiamo scritto tutte le canzoni nel periodo maggio-settembre; abbiamo una tonnellata di vecchie canzoni ma stavolta abbiamo scelto di non ripescarle. Sarebbe stato come tornare da una ex ragazza.

Che obiettivi avevate per quest’album?
Volevamo scrivere e mantenere il tutto molto spontaneo, una cosa che non abbiamo mai davvero fatto precedentemente.

A partire dal vostro album omonimo, avete sviluppato il vostro particolare mix di hard rock/glam e thrash metal, in modo diverso per ogni album. Come lo avete gestito su questo?
Non abbiamo proprio pensato in termini di thrash e glam. Penso che il risultato abbia un distinto tocco rock n’roll. Ricorda molto anche l’hard rock classico con cui siamo cresciuti.

Parliamo delle canzoni. L’album si apre con lo strumentale “Cutting The Slack”, un’inquietante musichetta da circo. Spiegaci questa scelta.
È una specie di tributo a Stephen King. Ci piace pensare che sarebbe la perfetta colonna sonora per il suo capolavoro “It”.

Il singolo “One More Minute”, coi suoi cori coinvolgenti, promette di essere uno dei pezzi forti da vivo. È stato naturale per voi sceglierlo come primo singolo?
La scelta era tra “One More” o “Above The Law”. Ci è sembrato che “One More” fosse una bella presentazione dell’album.

Un’altra canzone che colpisce subito è “Won’t Take The Blame”. Parlacene un po’.
“Won’t Take The Blame” è partita da un’idea di Vic. Io ho pensato che il coro sembrasse quasi un canto religioso, e abbiamo iniziato a scherzarci sopra. Per questo abbiamo registrato la seconda parte e l’abbiamo chiamata “Sect Meeting”.

Personalmente uno dei miei pezzi preferiti è “Above The Law”, il suo sound mi mette subito di buon umore. Qual è il tuo?
A dirla tutta è anche il mio, penso che continui la tradizione del sound degli HCSS.

L’album è stato prodotto da Randy Staubb. Perché l’avete scelto? Com’è stato lavorare con lui? Quale vi sembra sia il suo contributo al risultato finale?

Abbiamo scelto Randy perché è una di quelle persone che verrà ricordata per il suo sound. Siamo cresciuti con gli album su cui ha lavorato e pensiamo ancora che il Black Album dei Metallica e Dr. Feelgood dei Crüe abbiano un sound fantastico.
Lavorare con lui è stato molto facile, perché il suo è davvero il sound perfetto quindi abbiamo discusso pochissimo. Randy ha fatto in modo che l’album si senta da Dio dovunque lo ascolti, che sia uno stereo scassato, la tua auto… persino in piscina!

Ci sarà un tour di supporto all’album? Suonerete in Italia?
Andremo dovunque con quest’album. Stiamo progettando un tour gigantesco e dato che amiamo particolarmente l’Italia prometto che verremo presto.

Avete suonato in Italia parecchie volte e avete un sacco di fan appassionati e devoti. C’è qualche episodio particolare che ti piace ricordare?
Un bel ricordo è quando abbiamo aperto per gli AC/DC allo stadio di Torino. Abbiamo incontrato la band: sono venuti in camerino per salutarci e abbiamo scambiato due chiacchere. Ed era tutta la band al completo!lou

Gli Hardcore Superstar sono una piacevole certezza per tutti gli amanti dell’hard rock, e lo riconfermano ogni volta. Ora non ci resta che aspettare i prossimi concerti in Italia.

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