Home > Interviste > Hardcore Superstar: Superstar!

Hardcore Superstar: Superstar!

Direttamente dalla Svezia, con pertanto la linea telefonica un po’ disturbata, LoudVision ha l’occasione di fare qualche domanda a Vic Zino, l’ultimo arrivato nella folle famiglia rock degli Hardcore Superstar. Ripercorriamo in passaggi di queste quattro chiacchiere in allegria.

Ciao Vic, come va? Che mi dici di quest’orribile manaccia ossuta che campeggia sulla cover del vostro nuovo disco, “Beg For It”?
Ciao! Tutto bene, grazie. La mano che c’è sulla copertina del disco sembra ben curata ma anche inquietante. Sembra la mano di uno zombie e riflette bene i contenuti delle canzoni, compreso lo stesso singolo.

Capisco. Ma la musica trasmette una grandissima carica elettrica, quindi di che cosa parlano i testi di preciso?

Di varie cose. Alcuni parlano dei pensieri che si potrebbero provare calandosi nella mente di qualcun altro, come un killer o un individuo soggetto ad un crollo nervoso, altri sono classici testi rock un po’ ribelli. Comunque, sono sempre Jocke ed Adde ad occuparsi della scrittura dei testi. Riguardo alla scrittura delle canzoni invece, se ne sono occupata la band intera, me compreso.

Trovi che ci sia qualcosa di particolare che differenzia “Beg For It” dai precedenti lavori della band?

Credo che “Beg For It” sia un mix tra “Dreamin’ In A Casket ” e il “Black Album”. Ciò lo rende molto interessante, perché così sembrano essere racchiusi entrambi in un solo disco.

Quali sono le canzoni di “Beg For It” che verranno riproposte dal vivo?

Ti garantisco che cercheremo di suonare gran parte dell’album, di sicuro la title-track, “Into Debauchery”, “Shades Of Grey”, “Nervous Breakdown”, “Don’t Care ‘Bout Your Bad Behaviour” e un altro paio di canzoni almeno.

Personalmente, ho trovato che anche “Hope For A Normal Life” sia una bellissima canzone. Farete anche quella?
Mi spiace, ma non credo che la faremo. Presenta alcune difficoltà, a cominciare dalla presenza di una chitarra acustica, che non pensiamo neanche di portare nel tour.

Esiste un posto in particolare in cui tu e la band amate suonare?
Considerando tutto il mondo, la mia nazione preferita è di sicuro il Giappone. So che lo dicono un sacco di band, ma lì ci si trova davvero bene!

Qual è il tuo disco preferito degli HCSS?
“Beg For It” ovviamente, perché è il mio primo disco con la band, quello su cui ho lavorato anch’io. Per questo, lo sento più vicino a me rispetto agli album precedenti.

Cosa o chi ti ha convinto a lasciare i Crazy Lixx per gli HCSS?
Be’, ci sono state ragioni diverse. Una era che così potevo dedicarmi completamente alla musica, senza dovere anche lavorare. Ma, credimi, non è stata solo una questione di soldi, gli HCSS rappresentavano quello che volevo fare nella vita, e cioè fare la mia musica.

È stato semplice rimpiazzare gli uni con gli altri?
Ovviamente no! È stata una decisione difficile e sofferta. Ho suonato coi Crazy Lixx per sei anni e da altrettanti eravamo amici. Ma non me ne sono pentito, sono soddisfatto di dove sono ora.

Alcuni di voi della band fanno spesso riferimento esplicito alle band-mito degli anni ’80. Ma loro avevano un sacco di groupie, voi invece?
Ahah! Be’, noi abbiamo tutti una ragazza a casa, quindi dobbiamo fare i bravi. Certo sarebbe bello!

Se non fossi un musicista rock, che cosa faresti nella vita?

Be’, penso che sarei un giocatore del Barcellona. O dell’Inter! Sì, penso che sarei un calciatore.

Ok! Quando potremo vedervi dal vivo qui da noi?

Sappiamo che passeremo in Italia per una data a giugno. Non è molto, ma contiamo di vedervi sotto il palco!

Scroll To Top