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Hattori Hanzo: Ne leggerete delle belle

Gli Hattori Hanzo sono un gruppo di scapestrati alessandrini che da qualche mese a questa parte sta raccogliendo i giudizi sull’ultimo lavoro, “Eau De Punk”.
Se non vi hanno ancora convinti musicalmente, sentite un po’ quel che han da dire.

Cominciamo. Il vostro nome. Perché? perché? Uma Thurman incazzosa ha bussato alla vostra porta e vi ha minacciati di sottoporvi tutta la filmografia di Tarantino? E, ancora, vi considerate una sorta di quartetto ninja oppure è tutta scena?
No, no! La scelta del nome nel 2003 fu fortuita. Consigliata da un amico patito, per l’appunto, del genere pulp; anche perché inizialmente gli Hattori Hanzo sarebbero potuti durare per qualche mese soltanto, e invece eccoli nel 2011 con quattro album e più di duecento concerti alle spalle. Il tutto nell’ombra, ché si sta belli freschi!

L’album: il titolo da dove l’avete pescato? La copertina ha un significato preciso? Quali sono le differenze rispetto a “Occhi Rossi” e perché avete scelto di intraprendere tale percorso nello sviluppo dell’album?
“Eau De Punk” è una scritta che puoi trovare a caratteri cubitali all’ingresso delle toilette pubbliche del mio paesello, che è fondamentalmente un covo di punkabbestia. La copertina ricercava solo un impatto visivo, nulla di più. Tuttavia, devo ammettere che il fotografo ha fatto davvero un buon lavoro!
Da “Occhi Rossi” ad oggi sono cambiate tante cose. Innanzitutto i componenti della band: basso e batteria hanno messo su famiglia e mi hanno detto “ciao!”, dopodiché sia con “Frutti Brutti 2009″ e, di fatto, “Eau De Punk” ci siamo lasciati andare per dedicarci al garage rock’n’roll, genere che pare non interessi più ad alcuno. Eppure, quando dal vivo ti metti a suonarlo a rotta di collo le ragazze muovono il culetto e i ragazzi bevono molte più birre chiare! Tendenzialmente siamo stati e siamo tuttora una band di ruffiani!

Le canzoni: confessiamo di avere un debole per “Se Io Faccio Godzilla Tu Mi Fai Il Giappone?”: è legata a un episodio particolare della vostra vita o è semplice follia? Questo continuo riferimento alla cultura nipponica cela una vostra passione? Ammettetelo, da piccoli vi sfondavate di film e Nintendo tutti i pomeriggi. Nevvero?
Sai, dalle mie parti – il Monferrato – certe sere non c’è davvero alcunché da fare e capita di passare realmente le nottate con vecchie amiche tra le vigne rugiadose, cercando di dimenticare le nostre piccole vite precarie con del sano e robusto sesso atletico… oppure di organizzare mini-rave per pochi eletti. Quindi, effettivamente è un po’ una follia. Per il resto, confesso di aver vissuto sulla mia pelle tutta la prima serie di “Ken Shiro” nei pomeriggi del lontano 1987, tra una slunga e l’altra.

La band: quali gruppi vi hanno influenzati maggiormente e perché avete deciso di dedicarvi alla musica? Se non siamo indiscreti, quanti anni avete? Pensate sia difficile muoversi nel mondo della musica in Italia? Se sì, per quale motivo? Credete in qualche dio? C’è un rito propiziatorio che compiete prima di salire sul palco?
È la musica che ti sceglie, non il contrario, haha! Ci piacciono tutti i generi da Elvis Presley ai Prodigy. Posso dirti che il nuovo batterista, Alessandro (di anni venti), e l’appena acquisito bassista, Riccardo (venticinquenne), fondamentalmente sono anche delle teste di metallo molto pesante. Il mio guitarhero e co-fondatore della band, Lello (trenta anni), ha gusti onnivori e devo molto a questo ragazzo poiché, dopotutto, è ancora qui a darci dentro dopo tanto tempo.
Io, Dipa, ho trentasei anni, e in quanto vecchio sagittario indomito credo nel dio Pan figlio della ninfa Driope!
Non ci interessa il mondo della musica italiana; forse qualche anno fa sì, ma ora penso proprio di non rientrare più nei canoni- grazie al dio Pan!
Riti propiziatori prima dei concerti? Beh, un tempo, molto prima delle esibizioni, prima delle stesse e subito dopo, quando non avevo concerti: bevevo come una manta, ma sono ormai anni che ci ho dato un taglio (forse).

La politica: se foste al governo, cosa cambiereste innanzitutto? Nominate tre cose che vi garbano del nostro paese (non vale alcuna accezione a organi genitali femminili).
Se fossi al governo, darei subito ordine di stampare più soldi! Sono fiero di essere italiano solo per il cibo e le ragazze… attualmente, vista la situazione, non mi viene in mente null’altro.


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