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Hayao Miyazaki: Dal Giappone al resto del mondo

La carriera di Hayao Miyazaki (5 gennaio 1941, Tokyo), oggi il regista di cinema d’animazione giapponese più conosciuto all’estero, ha inizio nel 1963 quando, dopo il conseguimento della laurea in Scienze Politiche, entra nella casa di produzione Toei. Qui comincia a lavorare in qualità di capo animatore per il lungometraggio diretto da Isao Takahata “La Grande Avventura Del Piccolo Principe Valiant”. È l’inizio, con Takahata, di un lunghissimo sodalizio artistico, che prosegue infatti tutt’oggi. Nel frattempo, nel 1969, Miyazaki inaugura anche la sua carriera fumettistica, con la pubblicazione di “Sabakuno Tami” (“La Tribù Del Deserto”).
Gli anni Settanta vedono impegnati Miyazaki e Takahata nella realizzazione di numerose serie animate televisive, prima presso lo studio A-Pro (“Lupin III”, 1971), e successivamente presso lo Zuiyo Pictures. Qui, nell’ambito del “Wold Masterpiece Theater”, un progetto che voleva portare sullo schermo i classici della letteratura per ragazzi, nascono, tra i molti, “Heidi” (1974), “Marco”, tratto da “Cuore” di De Amicis (1975) e “Anna Dai Capelli Rossi” (1979). La grande occasione professionale viene però con “Conan Il Ragazzo Del Futuro”, una serie di 26 episodi per cui Miyazaki è regista, character designer, curatore delle scenografie e degli storyboard. Il delicato passo verso il grande schermo è pronto e nel 1979 esce nelle sale il suo primo lungometraggio: “Il Castello Di Cagliostro”, episodio cinematografico dedicato al personaggio di Lupin III.
Il 1982 è l’anno di pubblicazione del manga “Nausicaa Della Valle Del Vento”, da cui nasce, nel 1984, un lungometraggio per le sale cinematografiche, diretto da Miyazaki e prodotto da Takahata per lo studio Aircraft. Il successo è tale che nel 1985 i due registi possono finalmente coronare il proprio sogno e fondare una casa di produzione, lo Studio Ghibli, nome che deriva dal cacciabombardiere leggero italiano usato nella Seconda Guerra Mondiale, a sua volta ispirato dal nome del vento caldo del Sahara. A “Nausicaa” seguono “Laputa Il Castello Nel Cielo” (1986) e “Tonari no Totoro” (“Il Mio Vicino Totoro”, 1988), pellicole che non riscuotono però il successo sperato, al punto da far seriamente vacillare la stabilità economica dello studio. È la gadgettistica relativa a Totoro, lo strano e tenero animale simile a un panda, a salvare Miyazaki e soci, tanto da convincerli a utilizzare la sua immagine come marchio di fabbrica dello Studio Ghibli.

I film successivi, “Kiki – Consegne A Domicilio” (1989) e “Porco Rosso” (1992), riscuotono entrambi un grande riscontro di pubblico. Il terreno è finalmente spianato per la realizzazione di un’idea che Miyazaki ha già in mente da tempo: un lungometraggio ispirato alla leggenda del principe Ashitaka e della principessa Mononoke. È così che nasce “Principessa Mononoke” (1997), un kolossal di più di 120 minuti che diventa uno dei maggiori successi al botteghino della storia del cinema. La pellicola viene per la prima volta diffusa anche all’estero – ottiene anche la candidatura all’Oscar come miglior film straniero – ma è con il successivo “La Città Incantata” (2001), distribuito negli anni Stati Uniti addirittura da Walt Disney, che Hayao Miyazaki esce definitivamente dai confini giapponesi. Il film, con la sua atmosfera fiabesca, conquista anche il pubblico occidentale e ottiene il Premio Oscar come migliore film d’animazione e l’Orso d’Oro a Berlino. Nel 2005 esce infine “Il Castello Errante Di Howl”, presentato in concorso alla 61ma Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia (2005), quando a Hayao Miyazaki viene consegnato il Leone d’Oro alla carriera.

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