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HC-Metal ed affini: Cattiverie e brutalità varie

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Attenzione: articolo riservato ai soli cultori dell’hardcore, del metal e di tutto ciò che c’è nel mezzo: gli altri si astengano e vadano a leggere un bel libro, nessuno li giudicherà per questo. Ecco a voi un pugno di uscite più o meno fresche targate Reign Supreme, Five Finger Death Punch, Merauder e Narrows, quattro gruppi accomunati non tanto dall’indirizzo stilistico quanto dalla minacciosità del muro di suono che riescono a tirare su con i rispettivi lavori.

Andiamo in ordine e partiamo dai Reign Supreme da Philadelphia, che presentano il nuovo lavoro “Testing The Limit of Infinite”: titolo ambizioso, booklet ricco di immagini di statue di angeli-madonne-gesùcristi, testi che parlano di odi e rivalse varie. Il quartetto, pubblicato dalla Deathwish, mette in tavola un tipico disco hardcore del 2009: imponenza sonora piuttosto che rapidità nella successione accordale, continui cambi di ritmo, competenza nel canto. Un prodotto di indiscutibile ed indiscussa qualità, ma che a conti fatti non porta alcuna innovazione alle regole del gioco e neanche tenta di cambiare le carte in tavola. Prendere o lasciare.

I Five Finger Death Punch sembrano essere invece uno dei gruppi più apprezzati nel panorama groove/thrash metal di oggigiorno. “War Is The Answer” è la seconda uscita del gruppo dopo “Way of The Fist” e sembra, in base a quanto leggo sul web, stia riscuotendo un buon numero di consensi tra gli addetti al genere. Io, personalmente, trovo quest’album terribile: completamente immersi nel fango della pomposità e nel manierismo più spinto, i FFDP non ci risparmiano neanche una discreta dose di furbizia pur di giungere a crearsi un seguito il più ampio possibile. Non che manchino del tutto passaggi riusciti, ma la gran parte del disco naviga nelle salmastre acque dell’inascoltabilità.

I Merauder sono sulla breccia della scena HC-Metal sin dal principio degli anni ’90 e vengono spesso annoverati tra coloro che maggiormente hanno contribuito a modellare il genere fino ai giorni nostri, influenzando più di un’intera generazione di gruppi metalcore: è possibile tracciare una linea immaginaria tra l’aggressività, la rabbia e la violenza senza compromessi di “God Is I” e quella di “Master Killer”, primo LP del gruppo risalente al ’96, per poter trarre un bilancio di quanta importanza abbiano avuto i Merauder nel panorama HC. Piacciano o non piacciano, chi volesse oggi parlare in maniera approfondita del genere, non può prescindere da un’approfondita menzione del gruppo di Brooklyn .

Per finire ci troviamo davanti “New Distances”, debutto in full length dei Narrows, gruppo annoverato tra gli sperimentatori del genere hardcore. Riff spigolosi, drumming atipici destano l’attenzione a più riprese, ma i Narrows falliscono nel loro tentativo di rivoluzionare e risvegliare il post-HC proprio nel momento in cui finiscono ad attingere a piene mani in quel materiale corrivo che ne sta decretando da diverso tempo la morte. Ad ogni modo la presenza di ottime intuizioni nonché di egregie intenzioni lascia ben sperare che i ragazzi riescano a dare quel colpo di reni necessario ad uscire dalla palude in cui sembra si siano, almeno parzialmente, impantanati.

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