Home > Recensioni > Heavy Load: Death Or Glory
  • Heavy Load: Death Or Glory

    Heavy Load

    Data di uscita: 01-01-1982

    Loudvision:
    Lettori:

Splendor di gloria

Tra le band più oscure degli anni ottanta, i seminali Heavy Load sono capaci di forgiare nell’acciaio più puro un heavy metal dai connotati fortemente epici.

Dopo il debutto con “Full Speed At High Level”, valido ma un po’ prolisso, e l’interessante EP “Metal Conquest”, nel lontano 1982 gli svedesi lanciano il loro attacco al successo con l’emozionante “Death Or Glory”. Lo fanno elevando la qualità della proposta, con canzoni dalle strutture semplici i cui cori, intrisi di un certo romanticismo, fanno da contrappunto a riffoni di barbarica potenza. Gli undici efficacissimi episodi, infatti, sono caricati all’inverosimile grazie all’incessante lavoro delle due asce, che picchiano duro, proprio come lascia presagire la copertina.

L’album è aperto dalle chitarre agguerritissime dell’anthem “Heavy Metal Angels (In Metal And Leather)”, sovrastate dall’eroica voce di Ragne Wahlquist.
Da segnalare la malinconica “Something New”, talmente bella da riuscire a trasmettere un senso di tristezza e di felicità nello stesso tempo, in un connubio indescrivibile. “The Guitar Is My Sword” è una solenne dichiarazione d’intenti e “Take Me Away”, all’apparenza un brano facilone, risulta comunque coinvolgente e trascinante.

Il brano più significativo del disco è probabilmente “Traveller”: durante il suo ritornello “…i looked for joy in the colden night…”, i cori liberatori si sovrappongono portentosi ed evocativi, creando un climax sinfonico di gioia e speranza.

“Death Or Glory” è una continua e sconquassante eruzione metallica, abbagliante come la luce del mattino che riscalda dal gelo delle lande scandinave. Questi Heidi dallo spirito battagliero sono stati autentici pionieri di un certo modo di concepire l’heavy metal, d’intenzione più epica e fiera, il che li pone al fianco dei colossi Manowar e Virgin Steele in primis, ma anche di Manilla Road, Warlord, Cirith Ungol, Omen e Medieval Steel, per citarne alcuni.

Pro

Contro

Scroll To Top