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Heavy Metal Thunder

Il metallo regnerà sovrano questa sera al Rolling Stone. Salutato da un affluenza al limite del sold-out giunge infatti a Milano il “Battallions Of Steel World Tour”, l’evento che vede Iced Earth e Saxon condividere palco e riflettori del locale milanese: come dire, due generazioni di heavy metal a confronto.

Pur trattandosi di un co-headlining tour, è agli Iced Earth che tocca calcare lo stage per primi, non fosse altro che per ragioni di anzianità di servizio e di importanza storica. Jon Schaffer e compagni irrompono sul palco sfoderando un doppio richiamo al recente “The Crucible Of Man”. Nel corso dell’ora e mezza scarsa di concerto la band ripercorre le tappe fondamentali della propria carriera, includendo in scaletta anche alcuni brani del periodo “Ripper” Owens. Data per scontata la solita, impeccabile performance di Schaffer alla chitarra, rimaniamo particolarmente colpiti dalla tanto essenziale quanto vocalmente impressionante prestazione di un Barlow che dispensa generosamente corna metalline, entusiasticamente contraccambiato dai gechi della transenna che popolano il front-row. Sulle note dell’autocelebratoria “Iced Earth” il combo americano si accommiata dalla scena e dal proprio pubblico per lasciare spazio ai blasonati compagni di tour.

Giusto il tempo per un rapido riallestimento del palco ed ecco arrivare i Saxon, autentica istituzione del metal inglese, che dall’alto di una carriera trentennale si presenta al pubblico milanese segnata dallo scorrere del tempo nel fisico ma non nell’anima con uno show equamente bilanciato tra vecchio e nuovo. Se date una rapida scorsa alla set-list riportata in calce all’articolo, noterete infatti come accanto ai grandi classici del passato facciano bella mostra di sé in scaletta un buon numero di brani estratti dal recente “Into The Labyrinth”, album ruffiano al punto giusto in cui il classico sound dei Saxon viene a tratti imbastardito da quei suoni filo-power che tanto piacciono ai giovani metallari.

L’ingresso sul palco di Biff viene salutato da un’autentica ovazione, ma come potrebbe essere diversamente? Il vecchio leone è una sorta di icona metal, che alle soglie dei sessant’anni tiene ancora il palco come pochi altri, e la cui voce non manifesta cedimenti anche sui brani più impegnativi. Una tellurica “Battallions Of Steel” apre uno show destinato a suscitare l’entusiamo di un pubblico che pare pendere dalle labbra del buon Byford, che da abile e consumato mestierante sfoggia tutto il suo repertorio di movenze metal. The beginner’s guide to throwing shapes, direbbero i Saga.

Per quanto favorevolmente vengano accolte le nuove “Demon Sweeney Todd”, “Valley Of The Kings” e “Hellcat”, è quando sul tavolo vengono posati assi del calibro di “Heavy Metal Thunder”, “Wheels Of Steel” e “747 (Strangers In The Night)” che il Rolling Stone si infiamma come poche volte ci è capitato di vedere. Tra le prime file si aprono voragini di moshing, costringendo la security agli straordinari forzati. E finalmente capiamo perché i fotografi siano stati relegati in piccionaia, a catturare immagini troppo lontane per immortalare con fedeltà quanto succede sul palco.

Biff gigioneggia col pubblico, al quale offre la possibilità di scegliere con l’applausometro quale sarà il brano successivo in scaletta tra i cinque da lui proposti, finendo per selezionarne due e sconvolgendo conseguentemente la scaletta che avevamo avuto modo di sbirciare dall’alto, e contestualmente annunciando che la band è in trattativa per partecipare al Gods Of Metal 2009.

Lo show scorre velocemente verso la conclusione e quasi non ci rendiamo conto che è già arrivato il momento degli encore. Data per scontata l’esecuzione del classicone “Princess Of The Night”, Biff sorprende tutti avvicinandosi alla prima fila e sequestrando uno striscione su cui alcuni fan hanno scritto di essersi accampati davanti al locale per due giorni solo per sentirli suonare “Ride Like The Wind”

Dopo aver sottolineato che il brano in questione non viene proposto in sede live da due anni a questa parte, Biff si consulta con gli altri 4 sassoni e decide che vale la pena provarci. Il risultato è, manco a dirlo, eccellente tanto quanto entusiasta è la reazione delle prime file. Si chiude alla grande con una gloriosa “Denim And Leather” che, oltre a far cantare buona parte del Rolling Stone, fa spuntare la lacrimuccia ai (non pochi) metallari ultraquarantenni che questa sera hanno potuto rivivere, seppur solo per un’oretta e mezza, i fasti di un tempo in cui la musica, credeteci o no, aveva un altro sapore.

Saxon:

Battalions Of Steel
Heavy Metal Thunder
Witchfinder General
747 (Strangers In The Night)
Demon Sweeney Todd
Hellcat
Strong Arm Of The Law
The Bands Played On
The Letter
Valley Of The Kings
Wheels Of Steel
Crusader
Live To Rock
Princess Of The Night
Ride Like The Wind
Denim And Leather

Iced Earth:

In Sacred Flames
Behold The Wicked Child
Invasion
Motivation Of Man
Setian Massacre
Burning Times
Declaration Day
Vengeance Is Mine
Violate
Pure Evil
Watching Over Me
10000 Strong
Dracula
Melancholy (Holy Martyr)
My Own Savior
Iced Earth

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