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  • Helix: The Power Of Rock And Roll

    Helix

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Never too old to rock’n’roll

Continua la saga degli Helix, che dall’alto di una carriera oramai trentennale si ripresentano all’appuntamento con la release discografica, un appuntamento a cui mancavano dal lontano 2004. Purtroppo la line-up non è esattamente quella esaltata dai mega-classici “No Rest For The Wicked” e “Walking The Razor’s Edge”, ragion per cui il capomastro Brian Vollmer ha dovuto ricorrere ai servigi di alcuni illustri sconosciuti. Dunque nuova band, nuovo disco ma stessa voglia di divertirsi e divertire, oggi come allora. E proprio nell’arte dell’intrattenimento più puro risiede l’arma segreta degli Helix: amanti dei Tool e dei Meshuggah fatevi da parte, sono arrivati i cazzoni, quelli per cui il termine rock è davvero una four-letter word. Si parte alla grande con l’anthemica “Fill Your Head With Rock”, e la dichiarazione di intenti non avrebbe potuto essere più esplicita. Una micidiale “Get Up!” rievoca i fasti di “Long Way To Heaven”, ed in soli tre minuti e mezzo ci riporta indietro di circa 20 anni, un’epoca in cui resteremo per tutta la durata di un album che non a caso si chiude sulle note di un’aggiornata “Heavy Metal Love”: correva l’anno 1983, “Walkin The Razor’s Edge” scalava le vette delle classifiche nord americane e gli Helix aprivano per i Kiss di “Lick It Up”.
E qui iniziano gli interrogativi, perché se per i vecchi nostalgici come il vostro recensore questa escursione sul viale delle rimembranze rappresenta la classica silver lining among the dark clouds, per tutti gli altri temiamo possa costituire un invito aperto a starsene ben alla larga. Ed esternazioni stile “The Past Is Back (To Kick Your Ass)”, come urla ai quattro venti un oramai cinquantenne Brian Vollmer, francamente lasciano perplessi. Sindrome di Peter Pan o mero rifiuto di esplorare nuovi territori?

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