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  • Helrunar: Grátr

    Helrunar

    Data di uscita: 10-04-5787

    Loudvision:
    Lettori:

Dàgli al folk!

Per chi non conoscesse gli Helrunar è meglio premettere che questa è la ristampa del loro primo demo. Se vi avvicinaste quindi per la prima volta alla band sappiate che il presente CD non è il loro capolavoro, ma offre comunque un fotogramma completo dello stile espresso agli esordi.

Ciò detto, tocca alla musica. Si parla di pagan black con sporadici sbilanciamenti folk, quindi, sì, è una di quelle band in cui troverete mutamenti vocali abissali che vanno dal vocione viking al catarrosissimo scream, passando per cori molto battaglieri (ma non tamarri)…come dire: complimenti al cantante, perché riuscire a gestire così bene diverse personalità canore (e musicali in genere) non è semplice.

L’altra faccia della medaglia vuole però che molti dei momenti di “indugio folk” non siano esattamente azzeccatissimi. Esempio palese è “Hornung”, che smorza inutilmente l’energia dell’album non offrendo nulla di egualmente valido; sulla stessa zattera anche intro e outro. Qualche giro poco significativo con la chitarra acustica non diventa necessariamente “atmosferico” perché gli si dà un titolo: nella maggior parte dei casi rimane un misero giro poco significarivo con la chitarra. Depurato da questi inutili intermezzi il tutto risulterebbe, forse, avere più personalità, scorrevolezza e anche senso.

In generale l’album mantiene comunque un buon livello qualitativo, al di sopra della media cui siamo stati ultimamente abituati nel genere: i nostalgici dei vecchi Enslaved, per stavolta, sono autorizzati a rispolverare l’ascia bipenne!

Questo album è l’incarnazione della frustrazione di un batterista costretto in un angolino quando arriva il siparietto folk e la disperazione dello stesso quando viene sostituito da… LO SCACCIAPENSIERI. No, non si fa.

Pro

Contro

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