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  • H-George: Slave Of Society

    H-George

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Metal e nanne

La scena metal italiana (declinata in tutti i suoi sotto generi) si fa sotto.
E gli azzurri H George confezionano questo diamantino da pochi carati, ma sicuramente di valore.

Ci si aspettava un album molto più dark e pestato, non per questo è musica da cameretta (almeno che non facciate parte di gruppi di aggregazione quali le bestie di Satana). La voce è più vicina al power metal, poco sporca rispetto alla base sotto che martella, nonostante sia una gran voce, forse poco matura, che però nel complesso sgrezza il suono rendendolo accessibile anche alle fanciulle con tacchi e french manicure, senza perdere l’impronta thrash metal.

Forse anche per questa pecca\particolarità, il cantato rimanda agli anni ’80 e si fonde bene con la parte strumentale che invece è super contemporanea. Gli assoli tipici del genere sono abbondati e precisi denotano una capacità tecnica del gruppo, mica da ridere. Per essere thrash è davvero pulitino, nel complesso un buon disco con 13 tracce che coprono bene tutte le sfumature del genere senza allontanarsi dalla tradizione musicale metal, il che rende questo disco poco audace.
Un po’ una sicurezza, come i dolori mestruali il primo giorno di ciclo.
La copertina fa impazzire.

Pro

Contro

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