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  • Hide Vincent: Hide Vincent

    I Make Records / none

    Data di uscita: 27-01-2017

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L’essenzialità celebrata in dieci tracce: è questo il nuovo lavoro omonimo di Hide Vincent uscito lo scorso 27 gennaio. Un disco che, se riprodotto in una domenica pomeriggio uggiosa, viaggia attraverso le terre dell’America più rurale, in qualche paese sconfinato. Pioggia che scandisce, melodie che avvolgono.
Mario Perna, cantautore campano, impugnando la chitarra si fa portavoce del genere Americana nella realtà nostrana.
Father’ decreta la partenza di questo indie folk impastato biologicamente, per approdare successivamente in una ballata dalle gradazioni malinconiche che si fanno più ritmiche in ‘Things I Did Today’. L’uso del falsetto entra a ricamare ‘Black Poetry’, mentre il violoncello, che guida ‘Only Knew That You Were Thirsty’, perme a tutte le canzoni dando un sapore dolcemente intimo. La bellezza espressiva del violoncello è la sua estensione, che arriva in alto coi tocchi in accompagnamento del piano in ‘Delicate’.
Protagonista fino alla fine rimane sempre la formula acustica e violoncello, che nel suo arrangiamento è musica senza tempo, in cui convivono le sonorità dei primi anni ’70 di Drake con scenari più recenti firmati Damien Rice. In alcuni frammenti del disco, sembra quasi che le tonalità folk ripercorrano in punta di piedi la Seattle anni ’90 con ballate quasi grunge.

Questo lavoro omonimo, prodotto da I Make Records, è il suo mondo. Intimista, malinconico, romantico. Non un disco commerciale per un ventenne di adesso.

Musica ridotta all’osso certo, ma musica che rimane.

 

di Melody Zucchetti

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Contro

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