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Hobbit Day a Roma, l’incontro con i doppiatori

In occasione dell’uscita in DVD e Blu-Ray di “Lo Hobbit – La Battaglia delle Cinque Armate“, il film conclusivo della seconda trilogia cinematografica diretta da Peter Jackson e tratta da J.R.R. Tolkien, la Warner Bros. Entertainment Italia ha organizzato uno Hobbit Day alla Casa del Cinema di Roma (vedi foto).

Tra gli appuntamenti di sabato 2 maggio, anche un incontro con i doppiatori Francesco Vairano (voce di Gollum e direttore del doppiaggio), Fabrizio Vidale (Bilbo Baggins) e Edoardo Stoppacciaro (Ori il Nano).

Francesco Vairano racconta con ironia il suo primo approccio con il mondo letterario di Tolkien: «Quando mi hanno proposto di curare il doppiaggio del Signore degli Anelli ho cominciato a leggere il libro ma, arrivato a pagina 180, l’ho buttato dalla finestra! Era illeggibile: descrizioni, descrizioni, e non accadeva nulla! L’ho ripreso in mano poco prima di iniziare il lavoro e poi ho scoperto l’esistenza di questa razza a parte: i Tolkeniani. Ho dovuto addirittura mandare il copione a un’associazione tolkeniana perché venisse approvato.

Certo, mi piace Gollum, è un personaggio molto interessante, ma mai avrei immaginato che, quando morirò, sulla mia lapide scriveranno solo “Era la voce di Gollum e Piton (il personaggio interpretato da Alan Rickman in Harry Potter, ndr)”. Speravo quasi che la trilogia cinematografica dello Hobbit non venisse realizzata…».

Per Vairano, scopriamo, non è stato affatto facile conquistare il personaggio di Gollum: «Con Peter Jackson ho avuto solo contatti via email. Per Il Signore degli Anelli mi chiese di fare i provini per una ventina di personaggi: feci io una prima selezione delle voci e lui mi disse ‘mi piacciono tutti, scegli tu’. Ho avuto grande autonomia. L’unico personaggi che mi ha creato qualche problema è stato proprio Gollum: nel primo film, “La compagnia dell’anello”, aveva pochissime battute così ho detto ‘ma sì, lo faccio io’.

Per “Le due torri”, però, Peter Jackson chiese anche per Gollum un vero provino: glielo mandai, insieme a quello degli altri personaggi nuovi. Risultato: tutti approvati tranne Gollum. Devo dire che non l’ho presa benissimo. Il timore di Peter Jackson era che non riuscissi a raggiungere gli acuti di Smeagol… Ma come ti permetti? (ride, ndr) Ci dicevano tra l’altro che la voce di Andy Serkis era naturale, anche se a noi risultava leggermente trattata. Alla fine rimandammo un provino con lo steso trattamento che avevamo rilevato in quella di Serkis. La risposta da Peter Jackson tardò ad arrivare, passò quasi un mese. Per fortuna ci diede l’okay. Un’esperienza faticosissima ma molto bella».

Edoardo Stoppacciaro: «Quando sono stato chiamato per il voice test, immaginavo che ci fosse grande aspettativa per il film. Io stesso sono un grande appassionato di Tolkien. Per me è stato come andare al parco giochi. La lettura dello Hobbit, però, non mi aveva dato grandi indicazioni per il personaggio di Ori: devo ringraziare Francesco, che mi ha guidato, e naturalmente Adam Brown, l’attore che lo interpreta nel film».

Fabrizio Vidale: «Quando sono stato scelto per Bilbo non avevo visto nemmeno i tre film del Signore degli Anelli. Non sono il mio genere. Mi è piaciuto molto però doppiare Martin Freeman, al quale poi ho continuato a prestare la voce anche nella serie tv “Fargo”».

Si chiude con un ricordo di Gianni Musy, il doppiatore di Gandalf morto nel 2011: «Io e Gianni ci conoscevamo da tanti anni — spiega Francesco Vairano — eravamo legati da grande stima e amicizia. Sono felice di avergli dato la possibilità di costruirsi una nuova carriera completamente diversa, in tarda età, proprio grazie a Gandalf e all’Albus Silente della saga di Harry Potter. La sua perdita è stata un grande dolore umano e un grosso problema professionale: è stato difficile sostituirlo. Dovevamo trovare qualcuno che non facesse rimpiangere Gianni. Ecco perché Gigi Proietti».

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