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Hooverphonic: Hooverphonic, incontro stampa – round table

Durante uno dei primi pomeriggi primaverili di quest’anno, insolitamente una giornata più calda ed assolata della media stagionale, ci rechiamo presso la sede della Sony a Milano per incontrare gli Hooverphonic, insieme ad alcuni giornalisti delle maggiori testate italiane.

La band belga, che molti di voi ricorderanno per l’indimenticabile singolo di successo “Mad about you”, non delude nemmeno di fronte al nuovo lavoro.

Questo nuovo album dalle melodie sognanti e sinuose, segna l’ingresso nella band della nuova cantante, Noémie Wolfs, poco più che ventenne selezionata fra centinaia di candidati e senza ombra di dubbio dimostratasi all’altezza della situazione, subentrata a Geike Arnaert cantante degli Hooverphonic dal 1998 al 2008.

Ne parliamo con lei e con le due colonne portanti degli Hooverphonic, Alex Callier e Raymond Geerts, responsabili di aver creato l’inconfondibile stile della band, oscillante tra l’eleganza degli arrangiamenti, le melodie pop e le orchestrazioni cinematografiche degne delle migliori colonne sonore di dichiarata ispirazione a “mostri sacri” del livello di Ennio Morricone, Burt Bacharach e John Barry.

Ascoltate l’intervista agli Hooverphonic in streaming dal menù audio qui a destra.

Quando avete deciso di iniziare a produrvi da soli?
Raymond Geerts: Alex Callier è un grande produttore, che ha prodotto tra l’altro altri album con ottimi risultati. Così abbiamo pensato: perché non saltare tutta la parte della ricerca di un produttore esterno? Perché non fare tutto direttamente tra di noi? Ho sempre riposto molta fiducia in lui, d’altronde sappiamo entrambi perfettamente che tipo di musica dobbiamo e vogliamo fare.

Noemi, ho letto che hai dato ad Alex e Ray un demo con canzoni di Santana…
Sono in un certo senso educata alla musica. Mio padre mi ha portato a un sacco di concerti quando ero giovane, mi ha fatto ascoltare tutti i suoi vecchi dischi. Sono cresciuta con la musica che ascoltava lui: Bob Dylan, Fleetwood Mac… E amo davvero tanto Stevie Nicks, credo che abbia una voce bellissima. Mi piace essere in una band come questa perché, per come la vedo io, facciamo musica onesta e suoniamo davvero. Questa è anche la mia prima esperienza importante nel mondo della musica: non avevo mai fatto qualcosa di così professionale prima degli Hooverphonic. Tra l’altro sono una completa autodidatta, non ho mai preso lezioni. La cosa più divertente è stata quando Alex mi ha dato le registrazioni delle vecchie canzoni, per studiarle. Io le ascoltavo in macchina e pensavo “Questa canzone la conoscevo, ma non sapevo che fosse degli Hooverphonic!”. E gli Hooverphonic erano diversi dal tipo di musica che ero abituata ad ascoltare.

Come avete fatto a trovare Noemi?
Ho sentito molte persone che mandavano le loro candidature per e-mail. Ogni giorno, a colazione, controllavo le mail, e ascoltavo tutte le canzoni. Alcune erano orribili, altre erano buone. Così ha fatto anche lei: la sua mail è arrivata un pomeriggio, credo che fosse un venerdì. L’abbiamo ascoltata e abbiamo pensato che fosse perfetta. Addirittura, per un attimo ho creduto che avesse mandato una registrazione originale, e non un demo.

Noemi, vai d’accordo con loro? Sono più grandi di te.
È interessante, perché ogni giorno imparo qualcosa di più da loro. E spero di dare anche io qualcosa a loro, magari qualche elemento di novità. Sono persone molto professionali, hanno una lunga carriera dietro di loro, per loro molte delle cose per me completamente nuove sono quasi ovvie.

Raymond Geerts: Sì, per noi per esempio è normale sentire le nostre canzoni alla radio. Ora, quando sento le nostre canzoni alla radio, cambio stazione: le ho scritte, le ho registrate, le ho mixate… ne sono quasi assuefatto. Invece la prima volta che l’ho fatto in presenza di Noemi la sua reazione è stata “ehi, ma che fai? Alzala invece di cambiare!”

Qual è la tua canzone preferita dell’album?
Alex Callier: è una domanda molto difficile.
Noemi: io so quale. Per me è “Danger Zone”. Quella è la mia preferita, ma anche “George’s Cafè” mi piace molto.

Siete in tour adesso?
Stiamo facendo promozione in Italia, Spagna e… Bucarest. Mangeremo molto prima di andare là. Non è come in Italia….:D

Siete interessati allo stile?
Sì, è davvero importante, è lo è sempre stato, fin dall’inizio, fin dal primo video. Sono stato alla scuola di cinema, e avevo anche pensato di frequentare l’accademia della moda. Tutto è importante, alle persone piacciono i dettagli.

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