Home > Zoom > Horus Black: Simply, il nuovo disco brano per brano

Horus Black: Simply, il nuovo disco brano per brano

 

Un disco fuori dal tempo che però prende la rincorsa e in questa modernità ci si ficca a pieno titolo, con mestiere, gusto e due pizzichi di follia. Quello che abbiamo davanti è un esordio che mescola la tradizione rock’n’roll e rockabilly anni ’50, rispolverando vecchi cliché come quel certo modo di cantare, di muoversi e di vestire, e li fa saltare in padella con un suono moderno, a tratti anche digitale. Lui in arte si fa chiamare Horus Black, al secolo Riccardo Sechi,, che scende in campo con questo lavoro dal titolo “Simply”, un disco grazie al quale torniamo a spolverare le atmosfere del magico Elvis ma anche qualche buon noir di maniera con forti ispirazioni a “Le Iene” e a quella vita maledetta dei sobborghi malavitosi come nel video di lancio del singolo “We Are Alone Tonight”. Horus Black ritrova l’ispirazione nel tempo passato come ennesima dimostrazione di quanto sia necessario fare un percorso a ritrovo per incontrare linguaggi, suoni e visioni capaci di contaminare le generazioni future.

Horus Black, “Simply” brano per brano

Miss Candy

“Miss Candy” è stata pensata come una canzone scritta da mio nonno paterno e rivolta a sua moglie, ovvero mia nonna, morta quando io avevo 4 anni e soprannominata da mio nonno “caramella”. La canzone infatti parla di un innamorato che si ricorda dei momenti felici vissuti con la sua amata: il primo incontro e  il primo bacio, chiedendosi perché se ne sia dovuta andare per sempre;  ciò nonostante lui continua ad amarla. Dal punto di vista musicale ad una strofa sicuramente più cupa e chiusa  si contrappone un ritornello aperto e dai toni romantici.

Sophie

È stata scritta in un periodo in cui un mio amico faceva la corte ad una ragazza chiamata per l’appunto Sophia (poi diventata Sophie per ragioni musicali). Quando feci ascoltare a lui questa canzone voleva che cambiassi il nome in Marie, ma Sophie suonava meglio; alla fine comunque il nome Marie compare nell’ultima parte di questa canzone quando il testo recita Marie, no quella è l’altra! Nonostante dovesse essere una canzone di “corteggiamento” in realtà ci si fa beffa di Sophie: infatti una volta ottenuto l’amore tanto cercato è il momento di andare dalla sorella di Sophie che sta aspettando e  deve essere  soddisfatta! Lo stile è quello tipico delle canzoni rock’n’roll di fine anni ’50. Ah! Alla fine il mio amico ce l’ha fatta ed i due sono tutt’oggi fidanzati.

In My Bed

Il testo mi è venuto effettivamente in mente mentre ero a letto in una notte d’estate e non riuscivo a chiudere occhio (situazione per me piuttosto comune). Il testo ripercorre la situazione che stavo vivendo: sdraiato da ore, nessuno in giro, tutti che dormono e io che fisso il muro come consuetudine in questi momenti. La spiegazione alla situazione  poteva essere  che io ero da solo o almeno questa è quella che mi è venuta sul momento! In conclusione comunque il messaggio è di speranza: so che cambierò e non sarò più solo…ed in effetti così è stato.

Cock A Doodle Doo

“Chicchirichì”, questa è la traduzione di cockadodledoo. Lessi tale termine per la prima volta quando fui costretto per motivi scolastici  a leggere “La tempesta” di William Shakespeare dove il personaggio di Ariel diceva proprio cockadiddledow; quando lo vidi pensai che sembrava proprio uno di quei termini  presenti nelle prime canzoni rock’n’roll tipo auabbabelubeauabbebum in “Tutti frutti” di Little Richard o Be boppa lula di Gene Vincent e quindi smisi di leggere ed imbracciata una chitarra mi misi a comporre. Si può dunque affermare che questa canzone, che probabilmente è quella con il testo più sciocco, è di origine shakespeariana. Musicalmente si ricalcano le linee delle canzoni rock’n’roll anni ’50.

We Can’t Go On This Way

L’origine di “We can’t go on this way” è probabilmente la più bizzarra se confrontata a quelle delle altre canzoni contenute nell’album. Una mia amica doveva festeggiare i 18 anni di età ed era venuta a sapere che un anno prima io ed altri miei due amici avevamo scritto un’altra canzone per una ragazza che stava per diventare maggiorenne e chiese di fare lo stesso. Questa volta però decisi di fare le cose per bene, quindi scrissi musica e melodia e poi consultai i miei amici per farne una versione stupida dal punto di vista del testo, che includeva sul finale persino un estratto della Bibbia riguardante l’apparizione a Maria dell’angelo Gabriele con tanto di accompagnamento di organo stile chiesa (tutta questa parte ovviamente è stata eliminata).

The March Of Hope

“The march of hope” si apre a ritmo di bolero, elemento che dà origine al titolo. L’intento della canzone è quello intuibile dal titolo: dare speranza! Nelle due strofe  infatti la situazione appare tetra con oscurità e buio tutt’intorno, senza sapere dove andare. Musicalmente è forse il brano più ardito sia da un punto di vista armonico che di arrangiamento che raggiunge il suo massimo nei ritornelli aperti e carichi di vitalità.

I Know That You Want

Il riff di chitarra che si può ascoltare subito dopo la parte iniziale del brano è stata la scintilla che ha portato alla nascita di “Baby I know that you want” un brano pensato in stile funky e da ballare. Il testo in questo caso non contiene messaggi particolari, ma punta a far muovere sempre di più l’ascoltatore sopratutto con note lunghe ed acute eseguite anche con la tecnica del falsetto. La parte strumentale centrale lancia verso l’assolo di chitarra dopo il quale il brano si fa più dinamica grazie all’azione combinata di sezione ritmica, fiati, archi e coro.

Simply

“Simply”, semplicemente, semplice, così come la canzone da un punto di vista armonico (il giro si sviluppa sugli accordi di re, la e sol). Il testo riguarda un’avventura amorosa ormai giunta alla conclusione con il protagonista rimasto “semplicemente (sipmly)  da solo”, ma ancora innamorato e promette che retserà per sempre ad aspettarla malgrado lo abbia finito. Il giro armonico di per se semplice è potenziato da un arrangiamento molto di impatto in stile Abbey Road specialmente nei ritornelli.

We Are Alone Tonight

Nasce nel corso di una jam fatta con altri miei due amici e poi sviluppata in solitaria dato che l’improvvisazione aveva dato buoni frutti. La canzone è nettamente la più rock all’interno dell’album ed in quanto tale è caratterizzata da suoni decisi ed un testo che non si potrebbe definire tra i più delicati! Infatti il testo consiste nell’incitare la donna a “scuotersi” tutta la donna e le si precisa che non dovrà provare a fuggire! Roba rock insomma! L’arrangiamento include archi nel ritornello, cosa che potrebbe risultare strana in un brano dichiaratamente rock, ma che al lato pratico conferiscono al pezzo grande energia.

Lonely Melody

“Lonely melody” è un brano dalla melodia struggente e malinconica, come ogni buona canzone in minore che si rispetti. La salita di mezzo tono dopo il primo ritornello danno grinta al pezzo che come si può intuire dal titolo, che si può tradurre come melodia solitaria, parla dell’impossibilità di raggiungere l’amore di una ragazza innamorata invece di qualcun’altro che però le procura solo che dispiaceri. Il risultato ad ogni modo è che il protagonista resta nella sua solitudine e tutto ciò che può fare è cantare, gridare la sua disperazione. Il brano si apre con un tanto efficace quanto semplice riff di chitarra che infonde subito spinta al tutto.

 

Scroll To Top