Home > Recensioni > Hughes Turner Project: Live in Tokyo

You can’t stop the flood

A neanche un anno di distanza dalla pubblicazione del primo HTP, è arrivata anche questa testimonianza live (di cui forse non se ne sentiva granché la mancanza)del progetto di Glenn Hughes e Joe Lynn Turner.
Siamo di fronte ad un semplice set di canzoni prese pari pari dal tour – in questo caso giapponese – di supporto al primo album dello Hughes / Turner Project, che pur attingendo a piene mani dal passato dei due singer, non ha il malinconico odore, non sempre gradito, di nostalgia dei bei tempi andati. Accanto alla varie “Stormbringer”, “Mistreated” (quest’ultima riproposta in una magnifica versione cantata da Hughes, con tanto di acuti da agiografia), “Street Of Dreams” e “I Surrender” potremo infatti trovare canzoni appartenenti al presente dei due, ecco allora l’opener “Devil’s Road”, “You Can’t Stop Rock ‘n’ Roll” o “Ride The Storm” (scritta in memoria dell’ 11 settembre 2001), tutte provenienti dal primo HTP. Non solo: “Dark Days” e “You Can’t Stop The Flood”, sono lì a ribadire, qualora ce ne fosse bisogno, la dignità delle ultime produzioni soliste rispettivamente di Turner e Hughes.
E non finisce qua: l’ultima traccia, “Against The Wall”, un ottimo hard blues elettrico dal gran groove, è una bonus studio track, verosimilmente estrapolata proprio dalle session per HTP.
Per il resto, ordinaria amministrazione: il livello delle composizioni è quello già noto, le performance di Glenn e Joe sono al solito ammalianti (sebbene gli anni di attività, su Turner, suo malgrado, si sentono di più), e l’unico (ma purtroppo determinante) appunto può essere mosso nei confronti della band che accompagna le due ugole, la quale non risulta del tutto convincente, dotata di poco tiro ed energia com’è, da non riuscire a dare la giusta carica ai pezzi.

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