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  • Humanfly: Darker Later

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Schiamazzi giustificati

Un tempestoso giorno di inizio decade gli inglesi Andy e John Sutcliffe, Mat Dale e David Jones, rispettivamente addetti a chitarra, voce, basso e batteria, si incontrano e decidono di gridare al mondo la propria ira. Qualche urlo più tardi, il terzo album è già bello che pubblicato.

Soprannominato “forgiatore di riff”, il quartetto proveniente da Leeds si caratterizza per atmosfere talvolta psichedeliche, altre invece prettamente metalliche, dove il growl e lo screaming fanno da padroni incontrastati. Nonostante la scena post-hardcore sia alquanto popolata, gli Humanfly riescono ad emergere grazie all’originalità e all’intenzione di andare oltre ciò che è stato scritto in passato.
Uno shake di collera e bravura che verrà certamente apprezzato.

La violenza con cui gli strumenti vengono percossi è direttamente proporzionale alla coerenza dei testi, fitti di parole che della gentilezza non posseggono nemmeno l’ombra. Le sei tracce paiono racchiudere in sé un percorso che spazia dalla critica alla società (“English And Proud And Stupid And Racist”) a quella della psiche personale (“The Enemy Of My Enemy Is Me”), toccando persino i tabù familiari con “This Is Where Your Parents Fucked”.
Tosti sì, ma sinceri.

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Contro

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