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Moda e costumi, Trish Summerville a Capitol City

Arriva oggi nelle sale italiane “ Hunger Games – La Ragazza di Fuoco” (qui la nostra recensione), il secondo capitolo della serie cinematografica tratta dalla distopia per young adults in tre volumi di Suzanne Collins.

I fan troveranno alcuni importanti punti di continuità col primo film, dai volti dei giovani protagonisti — Jennifer Lawrence, Josh Hutcherson, Liam Hemsworth — all’autore delle musiche James Newton Howard, ma anche tante novità: la regia passa da Gary Ross a Francis Lawrence, la selezione delle canzoni inserite in colonna sonora si amplia, cambiano gli sceneggiatori e cambia anche la costumista, figura determinante per una saga nella quale gli abiti e la caratterizzazione visiva dei personaggi rappresentano un nodo narrativo centrale.

Nel film è lo stilista Cinna, interpretato da Lenny Kravitz, a trasformare la Katniss di Jennifer Lawrence in un simbolo di fuoco e di rivoluzione per gli abitanti dei dodici distretti di Panem, oppressi dalla dittatura militare e televisiva di Capitol City. Ed è soprattutto con i vestiti che i cittadini di Capitol esprimono lo sfarzo nauseante di una condizione di privilegio del tutto falsata e poggiata sullo sfruttamento del resto della nazione.

I costumi del primo “Hunger Games” erano di Judianna Makovsky, che ha vestito gli studenti di Hogwarts in “Harry Potter e la pietra filosofale”, i mutanti di “X-Men – Conflitto finale” ed è attualmente al lavoro su “Captain America: The Winter Soldier”.

Trish Summerville, la costumista di “La Ragazza di Fuoco”, ha invece un curriculum privo di supereori o ambientazioni fantasy e la sua unica precedente creatura cinematografica è la Lisbeth Salander incarnata da Rooney Mara in “Millennium: Uomini che odiano le donne” di David Fincher. Per il resto spot televisivi e tanti videoclip musicali (è così che ha conosciuto Francis Lawrence) come stylist di Christina Aguilera, Pink e Justin Timberlake.

Effie Trinket

L’estetica che Summerville applica al film è dettagliata, realistica e nutrita da numerosi inserti di vera moda: alcuni degli elaborati abiti indossati da Effie Trinket (Elizabeth Banks) arrivano direttamente dagli atelier di Alexander McQueen, il vestito da sposa/mockinkjay di Katniss (qui una gif esplicativa per chi sa di cosa stiamo parlando e non teme gli spoiler) è stato disegnato con la collaborazione del giovane stilista indonesiano Tex Saverio, mentre per Johanna Mason (Jena Malone, vedi il character poster nella gallery a destra) si è messo al lavoro Jan Taminiau. Se invece vi siete innamorate della sciarpa monospalla che Katniss indossa nella prima sequenza di “La Ragazza di Fuoco”, rivolgetevi a Maria Dora.

Alla Capitol Couture è dedicato un intero sito — o meglio un tumblr — ricchissimo di contenuti e dalle creazioni di Trish Summerville è nata una vera linea di moda acquistabile su net-a-porter.com (un progetto analogo era stato sviluppato per H&M dal guardaroba della girl with the dragon tattoo Lisbeth).
Un impasto ambiguo di finzione cinematografica, creazione artistica e commercio che va oltre il solito merchandising e si incastra in modo perfetto con il mondo modellato da Suzanne Collins, dove vita e spettacolo, realtà e rappresentazione, sono una cosa sola.

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