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  • Hurts: Surrender

    Hurts

    Sony Music / Sony Music

    Data di uscita: 09-10-2015

    Loudvision:
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Surrender” è il terzo studio album degli Hurts. I brani che compongono l’album sono dieci e “Some Kind of Heaven” è l’efficace singolo che ha promosso il disco. Purtroppo però il singolo è uno dei pochi punti a favore di questo album.

 

In dieci tracce non si riscontrano grandi novità. Un sound ben uniforme, ma spesso fine a se stesso. Gli elementi che caratterizzano la musica di Surrender danno l’illusione di spaziare, ma restano confinati in stili e suoni che sembrano non aggiungere niente al panorama della musica pop. Questo tipo di impronta musicale risulta inflazionata e pare che, questo disco, non si distingua poi tanto da quelle caratteristiche sonore già molto presenti nella musica commerciale.

 

Poche tracce rendono al meglio e danno all’ascoltatore l’impressione di un tentativo andato a vuoto. Synth, cori, beat costanti, sovrapposizioni, e percussioni profonde ed elaborate cercano di dare varietà e spessore, ma la consistenza purtroppo non arriva. Motivi e melodie si recuperano qua e là senza risultare rilevanti e originali. L’ascoltatore può perdersi a metà del disco.

 

Il carattere deciso e coinvolgente del singolo “Some Kind of Heaven”, unica nota positiva, viene dimenticato troppo presto nello scorrere dei brani. L’album non evolve in un groove eccessivo, sembra del tutto assente in molte tracce.

Il mood del disco rispecchia il sottile concept che riguarda gli interrogativi che l’amare ci mette davanti soprattutto ad una scissione tra la libertà, il lasciarsi andare, la pace e la malinconia.

 

Gli Hurts sicuramente possono apparire, in questo ultimo lavoro, come una band che vuole rivendicare una precisa identità, ma che si è persa o è stata sopraffatta dalla eccessiva commerciabilità e dal voler, per forza, cavalcare i vari sound modaioli del momento.

Pro

Contro

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