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Grande ritorno per i tre di Manchester

Nonostante siano in attività dal 1999 e abbiano realizzato (con questo) già 8 album, sono sempre stati considerati di secondo piano nel panorama indie/alternativo e hanno goduto di scarso successo su radio e televisioni. Questo non è un male, per carità, però qualche complimento in più da parte della stampa specializzata in questi anni ci sarebbe piaciuto. Ebbene, i complimenti li facciamo noi in queste righe.

“Let It All In” è un punto molto alto della loro carriera, album quadrato, lineare, melodico e molto molto coinvolgente. A parte qualche piccolo inserto orchestrale (“Hold Back The Night”) è tutto motlo minimale e rilassante, segno che il trio di Manchester vuole continuare sulla falsariga di quanto fatto finora.

Negli ultimi lavori sembrava che i mancuniani volessero abbandonare le chitarre acustiche per far spazio a suoni più grintosi ed elettrici. Invece qui, con sommo piacere, ritroviamo il sapore caldo dell’acustica (“Bullets” e soprattutto la splendida “Let Them All In”) a riscaldarci da questo freddo inverno. Quando si accelera il ritmo con “Mouth On Me” si ottengono prodotti straordinari, lo stesso dicasi per “These Days Are Mine”, la più beatlesiana insieme a “Some Better Day”. È un piacere ascoltare questo disco, molto semplice ma non banale. Questi tre ragazzi ci sanno fare e lo dimostrano da più di 10 anni. Bravissimi.

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Contro

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