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I colori della musica: intervista al live painter Andrea Spinelli

E’ probabile che andando ad un concerto, potreste notare qualcosa d’insolito sotto il palco. Tra gli scatenati flash dei fotografi che cercano di catturare il profilo migliore di questo o quell’altro artista, ci potrebbe essere un personaggio insolito: un pittore, o meglio un live painter. Il suo nome è Andrea Spinelli e da circa un anno porta avanti un’idea creativa unica nel suo genere. L’abbiamo raggiunto telefonicamente e ci siamo fatti raccontare la sua storia.

Andrea, grazie di aver accettato la nostra intervista. Tu sei un live painter, esattamente cosa fai?

Allora, tutto è iniziato recandomi ai concerti con un taccuino, sul quale durante il live, schizzavo le esibizioni dei vari musicisti. Ora si è evoluta in un live painting vero e proprio, nel senso che non lo faccio più “di nascosto”, ma mi organizzo con i vari promoter per avere una mia postazione sotto il palco. Monto il mio cavalletto e dipingo. La vera differenza è che prima, schizzavo il lavoro durante il live e lo terminavo a casa.  Questi li chiamo On Stage Portraits. Ora inizio il dipinto sul posto e lo termino nei tempi del live, quindi Live Painting.

E’ un lavoro che richiede molta attenzione a livello tecnico ed esecutivo, soprattutto perché hai un tempo “limitato” per finire il tuo dipinto?

Si, l’impegno maggiore è legato proprio alle tempistiche. Quando ho 20 minuti e 8 musicisti da dipingere…finisco con il mettermi le mani nei capelli (ride, ndr)

Che rapporto esiste tra la musica e la pittura? Come mai hai deciso di fare questo esperimento?

Questa è una domanda che ha diverse piccole risposte. Fondamentalmente è nata a seguito dello scioglimento della mia band. Era un progetto in vita da 4 anni. Io ero il batterista, avevo investito tantissime energie perché era qualcosa in cui credevo molto. Poi, la cosa è sfumata e mi sono ritrovato a dover fare una pausa per capire che direzione prendere artisticamente. Allora è arrivata l’idea: perché non unire le due cose che porto avanti da sempre? Disegno da quando sono bambino, e suono da più di dieci anni. Sono due cose per me naturali. Porto sempre con me un taccuino e schizzo sempre le cose che vedo intorno a me. Tutto è avvenuto in modo naturale.

Non so se già da qualche parte avvenga o sia avvenuto prima dell’avvento della fotografia, ma credo che la tua idea possa essere un’ alternativa gradevole alle classiche foto da concerto, l’hai immaginata in questo modo la tua attività?

Hai tirato fuori un aspetto molto bello e al quale sono particolarmente interessato, ovvero la parte “giornalistica” del live painting. Non molto tempo fa, una ragazza ha scritto un commento sul mio profilo facebook che mi ha molto divertito, e fatto riflettere. Mi ha scritto “ Ah, ma quindi tu sei come quelli che nei tribunali americani fanno le vignette dei processi”. Mi son detto: “Cavolo è proprio così!

In realtà l’ho immaginata così la mia attività. Non come un’antitesi alla fotografia, perché c’è un’enorme cultura delle foto sotto palco, ma come un’altra possibilità. Non so fotografare, ma ho trovato il mio modo per provare quell’ebrezza di “catturare il momento”.

Dicevamo alternativa alla fotografia, ma a me sembra che tu abbia inventato un mestiere, non credi?

Me lo dicono in molti che ho inventato una cosa nuova. Si, diciamo che è un mestiere, perché implica impegno, investimento, spostamenti, spese, quindi ha le caratteristiche di un mestiere. Ora sto lavorando sul renderlo un mestiere retribuito. E’ difficile in questo ambiente anche solo rientrare nelle spese, per me è un po’ più difficile, proprio perché è una professione nuova.

Credo che il tempo sarà dalla tua parte. Potrebbe essere un gadget da acquistare ai concerti, un ricordo ancora più personale del live…

Non solo questo. In realtà, il valore aggiunto potrebbe proprio essere avere la testimonianza di un occhio diverso che ti racconta il concerto al quale hai assistito.

Precisamente, in realtà sarebbe come avere due opere d’arte in una. Il live, con le sue emozioni e l’opera pittorica.

Si, e poi a me piace anche tutto l’aspetto legato alla manualità. Anche se poi l’immagine viene digitalizzata, l’intero dipinto è fatto a mano, e molte band questo l’apprezzano. Ne ho vendute un po’ di tele.

Andrea, a me sembra che tu sia un po’ la dimostrazione di quel vecchio detto “Aiutati, che Dio t’aiuta”. A quanti dipinti sei arrivato?

(Ride, ndr). Si, ci pensavo proprio in questi mesi. E’ nato tutto per caso, da un pezzetto di carta e ora son qui a fare progetti per il futuro. Sono circa 88 tra live painting e On Stage Portrait. Spero di arrivare a 100 in un anno.

Quello che vorrei venisse fuori da questa esperienza, per me carica di soddisfazioni, sia la dimostrazione che la qualità e la buona volontà ripagano sempre. Si pensa che al “successo” si arrivi con dei trick, anche io ho avuto la tendenza a farlo. Ma, in questo caso, ho deciso di mettermi in gioco per ciò che sono. E poi mi piacerebbe in un futuro prossimo poter inserire la figura del live painter proprio all’interno delle varie crew musicali.

Come esiste l’ufficio stampa, il fotografo….vorrei esistesse anche il live painter. Tantissime persone talentuose potrebbero trovare un canale artistico affine alle loro passioni.

L’Artista che ti è piaciuto più ritrarre o vorresti ritrarre?

E’ una domanda che mi fanno spesso e alla quale non so mai come rispondere. Innanzi tutto per me è molto più semplice ritrarre artisti che non conosco. Nel senso che quando sei difronte ad un artista  al quale sei legato, magari già dall’adolescenza, ti trovi spiazzato, con l’ansia da prestazione, ti fai paranoie! Quindi questo influisce molto sulle varie prestazioni. Non saprei dirti. Alla fine sono stato fortunato perché ho dipinto molti degli artisti che volevo dipingere, quello che mi piace catturare resta comunque l’emozione della situazione che si crea durante il live. Per farti alcuni nomi Cesare Basile, il Teatro degli Orrori, gli Afterhours…vabbè ma io adoro gli Afterhours (ride)

Quando ti sei ritrovato su Repubblica XL con i tuoi live painting degli Afterhours, cosa hai provato? Come è successo?

Durante un concerto del Teatro degli Orrori ho incontrato la mia amica fotografa Elena Di Vincenzo, che ora scatta per XL.  Ci siamo messi a chiacchierare e lei mi ha suggerito di scrivere in redazione. L’ho fatto, ma senza aspettarmi risposte…e invece, ecco la sorpresa. I ritratti degli Afterhous fatti durante lo show case di presentazione di Folfiri o Folfox sulla loro pagina. E’ stata una bella emozione, difficile da raccontare. Certo, se XL fosse stato ancora cartaceo sarebbe stato il massimo (ride), ma sono stato davvero felice!

Questa estate è ricca d’impegni per te, hai il live painting di Antonella Ruggero, degli Afterhours al Market Sound, Paolo Benvegnù, Marta Sui Tubi…e poi cosa hai in programma?

Da metà luglio farò live painting in un festival Jazz in Toscana e ancora concerti e poi ho progetti importanti come una Mostra al Mei a settembre e un evento ad Ottobre del quale sono molto fiero. Ritrarrò il concerto di Ray Wilson il per un evento di beneficenza che si terrà al Fabrique di Milano. E’ organizzato dal Centro Nemo. Al termine del live il mio dipinto verrà autografato da Wilson e messo all’asta. Il ricavato sarà devoluto alle iniziative dell’associazione.

Andrea, intanto colgo questa occasione per rinnovarti i miei complimenti, certa che la tua idea e il tuo lavoro verranno apprezzati, anche all’estero. Ti chiedo quando e se sarà possibile acquistare le tue stampe dal tuo sito web.

Mi sto attrezzando anche per questo, magari a breve sarà possibile farlo.

Per essere un “introverso” ti ho fatto chiacchierare anche troppo! Direi che chiudo qui con le domande.

Eh si, sono sfinito. Ho anche un pranzo ora, non so come farò! (ride, ndr)

 

Consiglio ai lettori di recarsi sulla pagina web di questo eclettico artista e spulciare i suoi lavori. Rimarrete sorpresi dalla sua creatività e magari vi verrà voglia di guardare e apprezzare la musica anche attraverso gli occhi della pittura.

“Queste opere sono distribuite con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 4.0 Internazionale e tutelate dal plagio su www.patamu.com.”

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