Home > Rubriche > Pagine > I dieci libri da leggere prima di Venezia 71

I dieci libri da leggere prima di Venezia 71

Nel programma della 71esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia (27 agosto – 6 settembre) — l’ha sottolineato anche il direttore artistico Alberto Barbera — vedremo molti film tratti, più o meno liberamente, da libri di vario tipo.

Ne abbiamo selezionati dieci, per dare un sapore festivaliero alle letture estive e non arrivare impreparati alla prossima stagione cinematografica.

OLIVE KITTERIDGE di Elizabeth Strout (2008)
Il romanzo premio Pulitzer di Elizabeth Strout, formato da tredici brevi racconti, diventa una miniserie per la HBO, che la manderà in onda a novembre. Fortemente voluta dalla protagonista Frances McDormand, “Olive Kitteridge” sarà in anteprima a Venezia fuori concorso. L’adattamento è di Jane Anderson, dirige Lisa Cholodenko (“The Kids Are All Right”). Nel cast anche Richard Jenkins, Bill Murray e Peter Mullan.

OPERETTE MORALI di Giacomo Leopardi (1824-32)
Elio Germano interpreta il poeta di Recanati in “Il giovane favoloso” di Mario Martone, in competizione. Sulla scia del lavoro di scrittura iniziato con il Risorgimento di “Noi credevamo”, Martone e la co-sceneggiatrice Ippolita Di Majo daranno inedita forma cinematografica al linguaggio di Leopardi. Le Operette Morali, che Martone ha già portato a teatro, sono la lettura migliore per (ri)prendere confidenza con il pensiero, l’immaginazione e l’ironia di uno tra gli autori più importanti della nostra letteratura.

CYMBELINE di William Shakespeare (1623)
Ricordate Ethan Hawke che recitava il “To Be or Not To Be” tra gli scaffali di una videoteca Blockbuster? Dopo quattordici anni da “Hamlet 2000”, Michael Almereyda torna a William Shakespeare con una rivisitazione contemporanea di “Cymbeline”. Ed Harris interpreta il protagonista, non più re di Britannia ma boss criminale, mentre Dakota Johnson è la figlia Imogen. A Venezia nella sezione Orizzonti.

IL BAMBINO INDACO di Marco Franzoso (2012)
Saverio Costanzo era in concorso a Venezia nel 2010 con “La solitudine dei numeri primi”, dal best seller di Paolo Giordano e l’accoglienza non fu delle migliori (ma il film, considerato il materiale di partenza, era più che discreto). Ci riprova quest’anno con “Hugry Hearts” che ha alla base un altro romanzo, “Il bambino indaco” di Marco Franzoso. Costanzo l’ha girato a New York, i protagonisti sono Adam Driver e Alba Rohrwacher.

ARRIVANO I MOSTRI! di Alan Snow (2005)
Abbiamo imparato ad amare la stop-motion della Laika con “Coraline” (2009, da Neil Gaiman) e “ParaNorman” (2012). A Venezia lo studio nato nel 2005 a Hillsboro, in Oregon, porterà fuori concorso l’unico film d’animazione della Mostra: “Boxtrolls – Le Scatole Magiche” di Anthony Stacchi e Graham Annable, dal libro illustrato “Arrivano i mostri!” (“Here Be Monsters!”) di Alan Snow. I Boxtrolls del titolo sono degli strani mostriciattoli che vivono sottoterra e indossano vecchie scatole di cartone.

here-be-monsters

L’UMILIAZIONE di Philip Roth (2009)
Nel 2011 Al Pacino era alla Mostra con “Wilde Salome”, un’affascinante rilettura del dramma di Oscar Wilde tra cinema, teatro e letteratura (e con Jessica Chastain). Torna ora con due film, “Manglehorn” di David Gordon Green, in competizione, e “The Humbling” di Barry Levinson, fuori concorso, dal romanzo omonimo di Philip Roth. Qui Pacino interpreta Simon Axler, grande attore teatrale che non riesce più a fare, e ad amare, il proprio mestiere.

L’URLO E IL FURORE di Williams Faulkner (1929)
Anche James Franco non è nuovo alle contaminazioni tra cinema e letteratura – e nemmeno al Lido, dov’è praticamente sempre presente: solo l’anno scorso era alla Mostra con la regia di “Child of God” (da Cormac McCarthy) e come autore della raccolta di racconti su cui Gia Coppola ha basato il suo “Palo Alto”. A settembre lo incontreremo di nuovo fuori concorso con “The Sound and the Fury” dalle pagine di William Faulkner, scrittore già affrontato da Franco con “As I Lay Dying” (2013).

L’OSPITE di Albert Camus (1957)
L’ultimo ad aver portato (splendidamente) sul grande schermo la prosa di Albert Camus è stato Gianni Amelio con “Il primo uomo” (2012). Al Lido vedremo in concorso “Loin des hommes” del francese David Oelhoffen, ambientato durante la guerra d’Algeria e tratto proprio da un racconto di Camus, “L’ospite”, che fa parte della raccolta “L’esilio e il regno” e non risulta al momento nei cataloghi dei nostri editori (per i francofoni: “L’Hôte”, in “L’Exil et le royaume”).

LA CENA di Herman Koch (2009)
E veniamo alle Giornate degli Autori. Ivano De Matteo, che due anni fa era in Orizzonti con “Gli equilibristi”, presenterà “I nostri ragazzi – The Dinner”. La sceneggiatura, scritta da De Matteo con Valentina Ferlan, è liberamente ispirata al romanzo “La cena” dell’olandese Herman Koch. Curiosità: tempo fa si era parlato di un altro progetto basato sullo stesso libro e che potrebbe vedere l’esordio alla regia di Cate Blanchett.

LE METAMORFOSI di Ovidio (8 d.C.)
Il regista, scrittore (di letteratura young adult) e drammaturgo francese Christophe Honoré è nel programma delle Giornate degli Autori con “Métamorphoses”, dove la mitologia di Ovidio rivive «in una scena contemporanea in cui ciascuno dà nomi nuovi al mito antico». Seguiamo così il viaggio di Europa, una ragazza scappata da scuola, e i suoi incontri con Giove, un affascinante camionista, con Bacco e con Orfeo.

Scroll To Top