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I Fluidi sulle tracce del boss

Curiosa operazione l’ultima creatura della Fluid Video Crew. Il collettivo di giovani registi e documentaristi ha diretto un interessante documentario sulla vita e le gesta del boss della Sacra Corona Unita Antonio Perrone, recuperando il materiale di scarto dalla produzione di “Fine Pena Mai”, il film a lui dedicato nel 2007 e tratto dalla sua autobiografia. “Diario Di Uno Scuro”, questo il titolo del documentario, mischia in modo eterogeneo diversi formati per narrare una storia privata, però calata in un contesto storico e sociale ben preciso: la nascita e lo sviluppo della criminalità organizzata negli anni ’80 in una terra fino ad allora incontaminata, la Puglia.

Al Nuovo Cinema Aquila, a Roma, il film è stato presentato lunedi 17 novembre, in un’anteprima assoluta che precede un ciclo di messa in onda su Cult. Al termine della proiezione, in una sala gremita, i componenti della Fluid Video Crew hanno prima di tutto ringraziato i due produttori Amedeo Pagani della Classic e Alessandro Borrelli di La Sarraz Pictures, ed hanno poi risposto alle domande del pubblico.

Come e quando è nato il progetto per “Diario Di Uno Scuro”?
Tutto è cominciato quasi tre anni fa, quando abbiamo cominciato a prendere in considerazione la possibilità di utilizzare il girato della produzione di “Fine Pena Mai” che per forza di cose non poteva entrare in un film di finzione. Da lì poi il progetto si è allargato, e dopo due anni di ricerche abbiamo ottenuto materiale assai eterogeneo a cui abbiamo dato la forma di un documentario dai formati più disparati.

Come avete lavorato per mettere insieme i diversi formati? Che scelte avete fatto?
Oltre a riutilizzare parte del girato di “Fine Pena Mai”, abbiamo preso filmati d’archivio, telegiornali, abbiamo ricostruito alcune scene, e ovviamente aggiunto le interviste di oggi ai vari testimoni. Tutto questo in formati come il super 8, il 16 mm, i filmati della tv anni ’80, e i materiali di Telenorba. La moglie di Tonio, Daniela, è stata molto disponibile, e abbiamo approfittato della sua gentilezza per ricostruire i fatti. L’assenza totale del diretto interessato è dovuta al fatto che a tutt’oggi Perrone è realmente niente più che un fantasma, a causa della sua detenzione in regime di 41 bis. Ecco perché abbiamo deciso di metterlo in scena solo attraverso le parole del suo libro, e di rendere la sua evanescenza tramite certi espedienti come gli sfumati del super 8.

Perché tra i testimoni non c’è neanche un magistrato?
In realtà il magistrato c’era, e gli abbiamo fatto lunghe interviste, È stato lui a pregarci di non apparire nel film. Aveva una visione che non condividiamo del tutto: non voleva partecipare al racconto della storia di un nemico. Per lui questo film è come concedere un diritto di replica a una persona che per i suoi crimini è stata giudicata e non c’è altro da dire sulla questione. Noi invece crediamo che la figura di Antonio Perrone sia talmente sui generis che merita di essere conosciuta: studente figlio di borghesi, che passa dalle esperienze di ribellione della fine degli anni ’70 allo spaccio di droga e poi alla criminalità organizzata. Non è mai diventato un pentito ma poi ha scritto un libro in cui ha fatto una lucida e spietata autocritica. Un uomo che aveva tutto per raggiungere il successo e che invece si è rovinato con le proprie mani.

La mafia siciliana, così come la camorra, ha sempre suscitato un certo fascino e spirito di emulazione su certi soggetti. In Puglia come si relaziona la gente del posto al fenomeno della Sacra Corona Unita?
Girando questo documentario abbiamo capito che la SCU era fatta per lo più di giovani, non c’erano padrini, ma anzi si cercava di spezzare i vincoli con i padri. Erano ragazzi che finirono schiavi della droga, degli invasati, dei balordi e maniaci, come scrive lo stesso Perrone. Si definivano Dei ma potevano solo incutere paura, non certo fascino. Insomma erano una banda di scoppiati, e la magistratura ha fatto un buon lavoro, lasciando pure che il fenomeno si distruggesse dal suo interno, visto che a un certo punto cominciarono ad ammazzarsi tra di loro fino all’implosione.

“Diario Di Uno Scuro” è in programma su Cult Tv a novembre e dicembre, con i seguenti orari: prima nazionale mercoledì 26 novembre alle ore 21.30, repliche sabato 29 ore 12.00, domenica 30 ore 19.30, venerdì 19 dicembre ore 21.00 e sabato 27 ore 12.00.

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