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I Guidos: I Guidos: 100% Made in Italy

Nascono a Bologna, si rifanno al termine dispregiativo con cui venivano chiamati gli immigrati italiani negli States per il nome del loro gruppo. All’attivo hanno due album, talento e simpatia che li rendono promettenti nel panorama musicale italiano. Molto italiano.

Non credete che il termine Guidos possa connotarvi negativamente agli occhi dei fan? Sappiamo tutti che negli Stati Uniti indica l’immigrato medio italiano…
Effettivamente non l’avevamo mai considerata in questi termini. L’idea di chiamarci Guidos nasce dal nome di uno di noi (Guido, per l’appunto) e dal fatto che ci piaceva il contrasto tra il nostro modo di essere e apparire e quello che il termine Guidos evoca, ovvero dei tamarri palestrati e lampadati che sono quanto di più lontano da noi.

Siete un gruppo nato piuttosto recentemente che si fa strada in un contesto musicale complesso e forse saturo. Che ne pensate della musica di oggi?
Il panorama è sicuramente complesso, con un sacco di band interessanti sia in Italia che all’estero. La facilità con cui si può registrare un disco grazie al digitale e la possibilità di promuoversi attraverso internet rende la scena ricca di proposte, cui a volte è un po’ difficile stare dietro. C’è da dire che come gruppo siamo afflitti da quella che Simon Reynolds nel suo ultimo libro chiama “Retromania”: ci troviamo molto più spesso a parlare, ascoltare insieme o riscoprire band del passato rispetto a quelle di oggi.

Di cosa parla la vostra musica?
Non abbiamo delle tematiche prestabilite, cerchiamo di ispirarci a piccole storie quotidiane e trattarle in modo ironico e surreale. Poi dipende dalla sensibilità di ciascuno di noi nello scrivere i testi, alternandoci tra atmosfere più scherzose ad altre più serie e riflessive. Diamo comunque molta importanza alla sonorità delle parole e a come queste si incastrano con la musica, tanto che spesso è il suono a determinare la scelta nella storia da raccontare.

Sul vostro sito c’è scritto “I Guidos attualmente cercano collaborazione con chi sia interessato ad ascoltare, trasmettere, produrre o distribuire la loro musica e a farli suonare dal vivo”. Come la mettiamo con la questione etichetta discografica?
Come dicevi prima la scena è un po’ satura e si fa fatica a trovare spazio. In realtà noi ci troviamo molto bene nelle vesti di produttori di noi stessi e ci divertiamo a fare tutto da soli. L’unico rammarico, più che la mancanza di un’etichetta, è la difficoltà nel trovare date dal vivo.

Siete un gruppo giovane, sulla scena da pochi anni e all’attivo avete due album. Pensate di essere cresciuti in qualche modo dal 2009 ad oggi?
Abbiamo iniziato in tre senza un batterista e per un anno abbiamo scritto le nostre prime canzoni, registrandole, poi creando dei beats loops con dei suoni analogici. Quando finalmente è arrivata Gaia abbiamo trovato un’ amalgama e una compattezza “da gruppo” e crediamo che si senta nel nostro secondo disco rispetto al primo.

Il brano “Solamente Solo Tu”, del vostro primo album, ha successo sul web e sul vostro sito ci sono molti click. È anche il vostro pezzo preferito? Se no, qual è invece?
É un po’ difficile scegliere un pezzo preferito, d’altra parte tutti i figli so’ piezz ‘e core. Possiamo dire che forse il brano che ci ha dato più soddisfazione e riscontri è “Disco ultimatum”, con cui abbiamo vinto il concorso Energie 2011.

“Avocado” è un titolo singolare per un album e per una canzone, che incuriosisce l’ascoltatore. Come mai avete scelto proprio questo frutto?

Innanzitutto è un frutto delizioso e la sua morbidezza e facilità nel farsi affettare rimanda all’arrendevolezza con cui il ragazzo della canzone si fa maltrattare dalla sua lei. Inoltre ci piaceva il suono della parola che ben si lega con la musica e la metrica della canzone. Dopo di che la scelta di chiamare anche l’album “Avocado”, un titolo se vuoi un po’ insolito, è venuta da sé.

Come intendono affrontare i Guidos la sfida musicale che li potrebbe portare ad emergere a livello nazionale?

Attualmente stiamo registrando un EP di quattro canzoni, ognuna composta da un membro del gruppo. Appena sarà pronto lo metteremo in download gratuitamente sul nostro sito. Non sappiamo se questo ci farà emergere a livello nazionale, ma speriamo in questo modo che la nostra musica arrivi a più persone possibili.

Sarebbe geniale se trovassero qualche locale in più che li faccia suonare dal vivo… proposte?

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