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I Linea 77 presentano “Server Sirena”

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Il 7 ottobre presso gli spazi dell’Universal Music Group a Milano in occasione dell’uscita di Server Sirena, il loro nuovo album, abbiamo incontrato Davide Dade Pavanello e Nicola Nitto Sangermano dei Linea 77. Abbiamo avuto possibilità di chiedergli qualcosa qu quel nuovo progetto, sulle collaborazioni con diversi artisti del panorama hip-hop italiano (e anche quella con Sir Bob Cornelius Rifo dei The Bloody Beetroots) e sul futuro.

Come è nato il progetto: Questo disco è nato in una maniera molto spontanea, la scintilla è partita durante un soundcheck con Salmo a Reggio Emilia, io e Slait, uno dei ragazzi della MACHETE ci siamo detti: io ho sempre ascoltato tanto hip-hop, perché non fare qualcosa insieme? Eravamo in un momento di stallo e non avevamo alcuna pressione. All’inizio doveva essere tutto in collaborazione con MACHETE ma poi ci siamo allargati un po’ perché i nostri gusti sono più estesi. Ci sono ancora un sacco dei nomi che non siamo riusciti a mettere dentro questa volta, ma ci piacerebbe farlo in futuro.

Sulle collaborazioni extra-MACHETE: Di base gli artisti con cui abbiamo collaborato questa volta sono tutti amici, con ENSI e Samuel dei Subsonica ci conosciamo da tantissimo tempo, anche con Slait e Caparezza, oltre all’amicizia c’è una grossa stima artistica. Non siamo riusciti a incastrarci per pochissimo anche con Mezzosangue e Willie Peyote.

Sulla produzione di Sir Bob Cornelius Rifo (The Bloody Beetroots): Collaboriamo con diversi producer.  Poi a Paolo è venuta l’idea di contattare Bob che ha un gusto molto affine al nostro sull’elettronica, per le robe molto violenti, molto hardcore, abbiamo gli stessi ascolti. Lui da subito si è mostrato interessato e gasatissimo, nonce l’aspettavamo. Per un mesetto ci siamo scambiati delle idee, volevamo staccarci un po’ dalla nostra storia senza rinnegarla, e c’è stata tantissima voglia di sperimentare pur rimanendo sempre i Linea. Quello di Bob è stata la collaborazione piu adatta di tutti. Abbiamo registrato il disco a Torino ma lavoravamo a distanza, anche perché lui è sempre in giro per il mondo. Ci siamo visti solo prima e dopo.

Sulle idee per i live: Stiamo facendo delle prove, il 6 novembre sarà una data importante. Non è facile, ci stiamo aiutando con l’elettronica perché nel 2019 sarebbe stupido ignorarne l’esistenza. Bisogna scendere a compromessi e cercare di suonare tutto più umanamente possibile. Per la data di novembre siamo riusciti a coinvolgere quasi tutti gli ospiti.

Sui testi: Ci siamo detti “diciamo meno cose” e poi non ci siamo riusciti. Ci siamo cimentati nel linguaggio meno coinvolto socialmente, meno politico, più frivolo. C’e un pezzo con Axos che parla di un ragazzo tossicodipendente chiuso in un carcere…sembra quasi un film. Parla di un mondo che non ci appartiene per niente ma abbiamo cercato di interpretare quell’immagine. Volevamo ragionare per immagini. Il pezzo di Salmo è decisamente piu “nostro”. I rapper spesso finiscono a parlare di sé, spesso non c’è contenuto, sono incastri fantastici ma autocelebrativi. Noi davamo concetti di base, facevamo i ritornelli e poi loro elaboravano il resto. È stato bello mischiare i due mondi: due generazioni musicali diverse, confrontarsi con delle persone che vivono adesso la loro epoca d’oro.

Sul eventuale pubblico nuovo e “vecchi” fan dei Linea: Sinceramente non crediamo che quel disco ci porterà un pubblico nuovo. È stato bello però aprire per Salmo e ritrovarsi davanti a un pubblico che reagiva bene, e non con il solito “Salmo! Salmo!”. Probabilmente la gente si chiedeva “cosa sta succedendo?”, il pubblico non è piu abituato ai live cosi movimentati, cosi fisici, quelli dove alla fine vomiti per la stanchezza e la scarica di adrenalina. Adesso la gente è abituata a vedere sul palco qualcuno che suona come se fosse nella sua cameretta, come se stesse suonando per sé stesso. Sappiamo che non faremo cifre di vendità da hip-hop, magari qualcosa un pochino si aprirà ma non l’abbiamo fatto per questo. Ci saranno sempre i fan storici che ci dicono “tornate come ai vecchi tempi”. L’uscita dei tre singoli ha avuto una ricezione positiva anche perché l’anima dei Linea 77 si sente. Forse non ci sono più urlati di una volta ma magari si capisce qualcosa di più. Nei live dobbiamo capire come integrare i vecchi pezzi nostri, magari qualcuno lo riarrangeremo, magari ragioneremo a blocchi.

Sul futuro: Il nostro stato d’animo di questo momento è la totale libertà, siamo dei vecchietti che si stanno divertendo a fare quel che gli pare, senza pressione artistica né ecconomica, abbiamo tutti quanti delle vite, siamo dei papà, le nostre giornate sono diverse da quando abbiamo fatto 100 concerti all’anno. Siamo liberi dal concetto di dover fare qualcosa che deve essere venduto e deve piacere, abbiamo i nostri 20 anni di storia alle spalle, tre dischi e una tournée in America. Abbiamo fatto Reading Festival nel 2001, fatto da supporto a Korn, Tool, Deftones, Rage Against the Machine, tournée europei di oltre 30 date. Quando hai 19 anni hai voglia di spaccare tutto, diventare ricco, conquistare le classifiche, quando ne hai più di 40 inizi a vedere le cose diversamente e ti affacci al mondo musicale che sembra un altro pianeta. Ora il mondo va molto più velocemente, ogni tre mesi cambia tutto, arrivano in cima delle classifiche le cose per noi sconosciute anche ci siamo sempre considerati molto attenti alle nuove uscite. Quello che ci interessa davvero è mantenere viva la musica, il fatto che un gruppo di persone suoni insieme, si racconti e porti avanti una famiglia perché in fin dei conti siamo questo.

Server Sirena è uscito l’11 ottobre presso Universal Music e contiene 6 tracce inedite che vedono collaborazioni dei Linea 77 con diversi artisti legati al panorama rap/hip-hop italiano:
1. AK77 feat Salmo & Slait
2. Sangue Nero feat ENSI
3. Cielo Piombo feat Samuel
4. Play & Rewind feat Hell Raton & Caparezza
5. Prison feat Axos
6. Senzalternativa feat Jack The Smoker

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