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I Linkin Park tornano in Italia ed è sold out

Apre con un bel sold out la lunga estate dell’ Alfa Romeo City Sound di Milano.

Circa 36.000 persone, secondo gli organizzatori, hanno riempito la location dell’ippodromo per rivedere, dopo 3 anni, i Linkin Park in Italia.

Questa di Milano è stata l’unica tappa italiana per la band americana, in tour per promuovere il nuovo album The Hunting Party.

In apertura i Fall Out Boy capitanati dal cantante/chitarrista Patrick Stump. Ottima performance la loro: incalzante ed esplosiva per tutto il tempo a loro disposizione (circa 1 ora).

Con un ritardo di circa mezz’ora salgono sul palco i Linkin Park, attesissimi dal loro pubblico messo a dura prova dal caldo torrido della giornata.

Per chi avesse visto sul web le precedenti esibizioni di questo tour, non vi sono particolari sorprese. Dopo la consueta intro strumentale, l’ingresso di Chester Bennington dà inizio al concerto.

Già dalle prime canzoni, l’impatto sonoro e visivo si dimostra all’altezza delle aspettative.

Buona la qualità dei suoni e delle voci, meno i volumi decisamente troppo bassi se si stava nelle ultime file.

La band di Mike Shinoda è molto carica e coinvolta ma è Chester Bennington a regalare la performance migliore.

Arrivato sul palco già madido di sudore non si ferma un attimo e non si risparmia di correre anche nei lati più remoti del palco per incitare il pubblico.

Buona anche la sua performance vocale nelle canzoni più difficili. Chi segue la band da diversi anni sa che non sempre Chester riesce ad arrivare bene alle note più alte.

Comunque questa volta sembra non avere nessun problema e la macchina Linkin Park funziona a meriviglia sotto ogni aspetto.

Sarà stato forse l’incentivo dato dal fatto che l’intero concerto è stato ripreso da uno svariato numero di telecamere (c’erano anche numerose action camera montate ovunque) per essere utilizzato in futuro.

Gli stessi fans sono stati incitati dalla band a riprendere, con il proprio cellulare, l’esecuzione del nuovo singolo “Until It’s Gone“.

Le direttive precise sono state comunicate qualche giorno prima sul profilo Facebook ufficiale e vengono ripetute sul palco da Shinoda, in un italiano un po’ comico.

Simpatica iniziativa, anche se vedere migliaia di persone intente a riprendere con il cellulare un concerto invece di ballare e cantare è quanto meno strano.

Ricca la scaletta che tocca un po’ tutti gli album della loro decennale carriera. Non gradito da tutti l’espediente di suonare più canzoni in versione ridotta, in un unico medley.

Da un lato questo espediente permette di suonare più brani nello stesso tempo ma dall’altro non è sempre piacevole ascoltare canzoni a metà. Soprattutto quando si tratta di successi come “Crawling“.

I Linkin Park hanno inserito quattro medley in scaletta: forse troppi.

Il grande entusiatmo della band e la buona risposta del pubblico fanno di questo evento un grande concerto che conferma l’ottima qualità di una delle band più produttive e longeve del genere che, ai tempi di “Hybrid Theory“, si chiamava nu-metal.

Guarda anche la fotogallery dei Linkin Park.

 

Setlist:

Act I

The Catalyst / The Requiem

Guilty All the Same

Given Up

Points of Authority

One Step Closer

 

Act II

Blackout (Intro/Bridge)

Papercut / With You / Runaway

Wastelands

Castle of Glass

Leave Out All the Rest / Shadow of the Day / Iridescent

 

Act III

Robot Boy

Joe Hahn Solo

Burn It Down

Waiting for the End

Mike Shinoda Solo

Numb

In the End

Faint

 

Encore:

Until It’s Gone / Catalyst / No More Sorrow

A Light That Never Comes

Lost in the Echo / Crawling / New Divide

What I’ve Done

Bleed It Out

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