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I loro primi quarant’anni

Il Banco del Mutuo Soccorso festeggia quest’anno i suoi quarant’anni di attività, un traguardo ambito e irraggiungibile per molte band, e ha scelto di iniziare i festeggiamenti nella città di provenienza, Roma, con una data zero alla storica sala A di via Asiago per il programma “Invito Personale” di Radio1. La sala ha una capienza di pochi posti ma, come fa notare Francesco Di Giacomo, il cantante, “Ognuno avrà il suo concerto privato pur se con una platea infinita” perché ognuno lo ascolterà nel modo che desidera.

Dopo una breve introduzione del presentatore Gianmaurizio Foderaro, il gruppo si impadronisce del palco con “R.I.P. (Requiescant In Pace)” tratta dal disco d’esordio del 1972, che prende il nome del gruppo stesso. Non si resta molto lontani con l’introduzione di tre brani, tra cui “La Conquista Della Posizione Eretta” e l’immancabile “750.000 Anni Fa… L’Amore?”, tratti da “Darwin”, anch’esso del ’72. Disco che, come spiega Vittorio Nocenzi, è uno dei primi concept album italiani e ripercorre i momenti importanti di passaggio nella vita “dell’animale uomo”, dalla sua nascita sulla Terra all’innamoramento.

A circa metà concerto, la musica fa una pausa per lasciare spazio alla telefonata di un fan altrettanto famoso, Luciano Ligabue che, su invito di Vittorio, racconta di come si avvicinò alla musica del Banco: quando aveva circa 11 anni, un suo amico gli fece una cassetta col loro primo disco. Ma non appena Ligabue riuscì a racimolare qualche soldo, comprò la sua copia di “Darwin” al mercato di Correggio.

La telefonata finisce e si torna alla musica con “Canto Nomade Per Un Prigioniero Politico”. Essendo il 27 gennaio la Giornata della Memoria, viene dedicato un minuto di silenzio al ricordo degli orrori dei campi di concentramento.
Il pubblico tiene il tempo con le mani quando la band lo chiede, applaude generosamente e mostra particolare entusiasmo per due storici successi, “Lontano Da” e “Moby Dick”, entrambi tratti da “Banco” del 1983.

Una serata in cui, nonostante il cantante non fosse al meglio delle sue possibilità, si è avuto modo di ascoltare dal vivo un pezzo di storia di quella musica italiana che, quando è buona, non ha limiti di età.

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