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I mille colori della luce

Sei anni. Tanto abbiamo dovuto aspettare per vedere un nuovo disco degli Orphaned Land sugli scaffali. Sei lunghissimi anni durante i quali il precedente “Mabool” è stato portato in giro in lungo e in largo, osannato dalla critica ed amato dai fan, un vero e proprio miracolo come ne capitano raramente. Ed ecco qui finalmente il suo degno successore.

Sì, perché “ORwarriOR” è un disco veramente mastodontico, sotto ogni punto di vista. Primo tra tutti il concept, così semplice nell’idea quanto efficace nell’aprirsi in un ventaglio di interpretazioni davvero enorme: un uomo allo sbando perde la sua fede e la sua vita normale per scoprirsi chiamato ad assurgere a ruolo di guerriero della luce. Al limite del banale, non fosse per l’infinito caleidoscopio di colori, suoni e idee concettuali che il gruppo padroneggia.
Gli israeliani fanno vanto del loro saper riunire sotto la propria bandiera persone di ogni credo e religione, quindi sotto con citazioni dal corano, dai salmi della Bibbia e da canti e preghiere ebraici, creando già in questo modo un secondo strato di lettura molto interessante. Insomma, avrete capito il concetto: tanta carne al fuoco in cui poter sprofondare i denti.

Dal punto di vista musicale poi ci troviamo di fronte ad un gruppo che ha trovato la propria dimensione ideale e ne ha rifinito ogni sfumatura: laddove in “Mabool” potevano ancora trovarsi momenti ridondanti o poco incisivi, qui sentiamo una cura professionale di ogni dettaglio che non può lasciare indifferenti.
La tripartizione del disco è sia concettuale che musicale. Le differenze fra le tre parti della storia vengono infatti sottolineate magistralmente dalla musica dal gruppo, aggressiva, contorta e dura nella prima parte, sublime, spirituale ed epica nella seconda, la più influenzata dalla passione etnica dei nostri, ed infine l’equilibrio di tutte le componenti nella terza ed ultima parte.

Un gruppo che ha una tavolozza di colori impressionante e sa sfruttarla al meglio per creare chiaroscuri spettacolari, contrasti dai quali nascono scintille che incendiano tutti gli ottanta minuti di durata del disco. Un disco che vi richiederà attenzione e sforzo, vorrà più e più ascolti e dovrete lasciarlo fare il suo dovere. Nel momento in cui si svelerà a voi avrete davanti una dimensione sconfinata di luci, suoni e colori dalla quale potreste non voler uscire più.

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