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I NODe tornano con il nuovo album “Human Machine”: track by track

A distanza di un anno dal loro ultimo disco, i NODe tornano con un nuovo album intitolato “Human Machine“. Il disco affronta alcune tematiche fondate sul disagio esistenziale, su quelle domande ricorrenti dell’umanità, cercando di offrire una libera e personale interpretazione dei “perché” esistenziali.

L’album nasce sostanzialmente da un bisogno di Lubvic, fondatore della band, alla ricerca di qualcuno con cui sfogarsi a fronte di un difficile periodo esistenziale. Qualcuno in particolare, una persona persa lungo il cammino, e crea nell’arco di otto brani un percorso che comincia in maniera sofferta, introspettiva ed autobiografica (The Shift, Soulsucker, The universe, Dark Shadows), passando per semplici dichiarazioni di intenti e promesse di un futuro migliore (We come in peace è una lettera indirizzata alla persona cui il disco si rivolge) e brani legati ad un ottimismo auspicabile (Freepocalypse & easy returns, Best is coming next), fino a culminare, nella chiusura del disco, con il raffronto tra l’essere umano ed il suo Dio, un dio inerte e disattento (A god for Humans).

Il messaggio del disco si potrebbe riassumere con una frase tratta dal testo di We come in peace, una esplicita dichiarazione: “Noi veniamo in pace e tu sei una dolce macchina umana, con l’oro di quest’alba ti svelo un segreto, siamo qui in questo mondo per scomparire insieme“.

 

Ecco qui il nuovo album dei Node “Human Machine”, raccontato track by track

The Shift : Il primo brano prende spunto da frammenti autobiografici dell’adolescenza dell’autore, la passione per la musica, per arrivare ad una critica sui mass media ed il condizionamento globale sugli individui, sull’attenzione superficiale posta sugli eventi mondiali, epocali, facilmente deviata da improvvisi e convenienti “spostamenti” di interesse.

Soulsucker : E’ una canzone dedicata alla perdita dell’amicizia, una lettera ad un amico allontanatosi per fini egoistici, un esortazione a condividere alcuni passi nel percorso che, altrimenti, tutti noi effettuiamo solitari su questa terra.

The Universe : Una partenza dal nucleo familiare di ogni individuo, dallo spaccato della propria vita personale, fino a giungere all’universale, all’universo che ci contiene, un esortazione a non limitare la propria visione al particolare, a non aver paura di compiere un salto più grande, verso l’infinito.

We Come In Peace : Il brano è dedicato ad una persona, un amore che al momento della stesura si stava allontanando, una richiesta di comprensione per non perdere di vista il fatto che, alla fine, noi tutti veniamo in pace ed in modo particolare di come l’interlocutrice, sia una dolce macchina umana, con la quale sarebbe stato bello scomparire, alla fine dei giorni, mano nella mano.

Una moderna lettera d’amore.

Dark Shadows (i feed the wolves) : Come lo stesso titolo tra parentesi indica, ci si rende conto, a volte, di essere delle semplici prede per ogni sorta di lupo che ci circonda. Non importa quanto si possa essere attenti e guardinghi, i lupi saranno sempre alle nostre spalle, pronti a divorarci.
Bisogna essere pronti ad i giochi crudeli che ci aspettano furoi dall’uscio della nostra confortevole e rassicurante casa.

Freepocalypse & Easy Returns : Il messaggio della canzone è facile ma non banale, ottenere facili rivoluzioni, pronti a restituire al mittente ciò che ci risulta scomodo e troppo impegnativo.
Le rivoluzioni combattute da altri, come regalo per le generazioni future, in continuo declino morale e sociale.

Best Is Coming Next : Al pari della quarta traccia dell’album, anche questa si sviluppa come “dichiarazione d’intenti” e speranza per un futuro luminoso, tra l’autore e la persona amata, il titolo è esplicativo, il meglio sta per arrivare per noi, non meritiamo questo mondo (di dolori ed incomprensioni).

Ho sempre cercato qualcosa di speciale, una forma di amore, qualcuno complicato proprio come te”. (cit. dal testo)

A God For Humans : La chiusura del disco è affidata ad una riflessione sui propri errori, sulle proprie errate convinzioni, la terza lettera del disco scritta alla persona cara.
Ognuno può provare a sacrificarsi, fino a non far rimanere più niente di se, fino far scomparire ogni personale obbiettivo ma bisogna sempre alzare i propri occhi, trovare un proprio scopo, qualcosa che ci faccia rendere il massimo.
Siamo come scimmie dal punto di vista di un uomo, al cospetto di un qualunque dio, continuiamo a sbagliare e ripulire le nostre vite dalle macchie, ma non siamo persone cattive, in fondo.
La “macchina umana” è l’insieme di tutto questo, una macchina piena di contraddizioni ma meravigliosa proprio per questo motivo.

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