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I nuovi eroi!

Potrebbe risultare di maggiore effetto parlare del fenomeno Vermillion Sands come dell’estemporanea irruzione nel circuito underground di un gruppo di sconosciuti, impostisi dal nulla a nuovi eroi del garage tricolore: in realtà più di un elemento del quartetto vanta precedenti esperienze nei Movie Star Junkies, una delle punte di diamante dell’attuale scena indipendente dello stivale e non solo. Guai però a considerare i VS alla stregua di un side project: l’eccezionale fattura dei brani e la divertita freschezza dei suoni stanno imponendo il loro nome all’attenzione di un pubblico sempre più vasto, arrivando a far breccia anche alle orecchie degli esigenti intenditori d’oltreoceano.

L’etichetta maggiormente associata ai Vermillion Sands è quella di garage-folk, dicasi un’unione di una scrittura musicale accurata ad arrangiamenti tipicamente sixties, con tanto di fuzz guitar; lo stile del gruppo risente altresì dell’influenza del filone country-garage in auge da diverso tempo a questa parte, con la rilettura a volte ironica a volte riflessiva dei suddetti generi. Punto di contatto tra le diverse radici musicali del quartetto è comunque la grande qualità della loro proposta, la precisione ed il gusto nella scelta dei suoni e la capacità di donare spessore ad un genere spesso tacciato di leggerezza.

Fat Possum e Sacred Bones, due tra le più importanti ed influenti label statunitensi hanno già rilasciato lavori del gruppo, sancendone la rapidissima consacrazione a livello globale. La prima uscita a nome Vermillion Sands è stata però lanciata dalla nostrana Rijapov Records, ottima etichetta bresciana in attività da qualche anno: “Mary” è il nome del dischetto di debutto, un gioiellino che mette in luce una grande abilità nel songwriting e un’inusitata scioltezza nello scansare con cura gli stereotipi del genere. Il risultato finora più alto è stato però raggiunto con il 12” su Sacred Bones, un disco eccezionale che sperimenta sonorità anche leggermente deviate e ci regala “Miss My Gun”, una scoppiettante ed esagitata gemma rock n’roll che perfeziona l’unione tra sixties garage e country-blues alzando di una spanna gli standard del genere.

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