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I nuovi mostri

Grande e sorprendente presenza di pubblico per il circo ambulante dei Lordi che questa sera fa tappa a Milano: il Rolling Stone è al limite del tutto esaurito, e l’attesa per lo show dei cinque mostruosi finlandesi è, in tutti i sensi, vibrante.

Perse le esibizioni dei due gruppi spalla a causa del traffico cittadino, raggiungiamo il locale milanese di cui è stata recentemente annunciata la prossima chiusura proprio quando in sala echeggiano le note di “God Of Thunder” dei Kiss, il brano scelto per introdurre lo spettacolare ingresso sul palco dei Lordi. Ecco, partiamo dal palco. Con un allestimento stile Luna Park e degno delle migliori case degli orrori, veniamo proiettati n un’atmosfera stile “Saw” con abbondanti presenze di cadaveri, arti umani recisi, teschi, lenzuola insanguinate e via discorrendo, roba da far invidia ad Alice Cooper ed alle sue ghigliottine. Per non parlare degli effetti pirotecnici.

L’ingresso in scena della band viene salutato dall’entusiasmo di un pubblico accorso in massa per assistere ad uno spettacolo che va ben oltre il semplice concetto di concerto rock: l’ora e mezza di spettacolo e i 17 brani presentati sembrano infatti poco più di una buona scusa per inscenare una kermesse horror in cui la teatralità predomina sull’aspetto più prettamente musicale. Il tutto a partire dal pesante trucco che sconvolge i tratti somatici dei musicisti, i cui abiti di scena, per quanto appaganti per gli occhi, devono risultare una vera tortura. Poco male, i cinque finlandesi non paiono eccessivamente sofferenti ed offrono all’audience milanese un grande spettacolo di musica, luci, suoni e colori, condendo il tutto con un’ironia di fondo la cui assenza farebbe scadere l’evento nel semi-ridicolo.

Per quanto l’aspetto scenico risulti predominante, il concerto dimostra che, tutto sommato, i Lordi sono anche competenti musicisti. Niente per cui gridare al miracolo, e sicuramente nulla di nuovo sul fronte occidentale dal punto di vista dell’originalità, ma visto che il rock’n’roll è e deve essere anche intrattenimento, chi ha speso i soldi per il biglietto di certo non se ne tornerà a casa deluso.

Dal punto di vista strettamente musicale, il repertorio dei Lordi non brilla per varietà ed innovazione. Quasi tutti i brani si fondano sulla medesima struttura base, con buone caratteristiche di anthemicità, lasciando ampio spazio agli aspetti più smaccatamente circensi. Nonostante il trucco ed i pesanti costumi di scena, i cinque finlandesi scorazzano per il palco offrendo tutto il repertorio delle più classiche mosse rock, simulando decapitazioni, malmenando i roadie, molestando bambole e via discorrendo.
In scaletta troviamo tutti o quasi i brani che ne hanno caratterizzato la carriera. Tra i meglio riusciti “Who’s Your Daddy”, “Blood Red Sandman” e “Monster Monster”, lasciando per gli encore i pezzi da novanta “Would You Love A Monsterman” e “The Devil Is A Loser”.

Si chiude in bellezza con “Hard Rock Allelujah”, il brano che gli valse la vittoria all’Eurofestival del 2006 e che viene inneggiato da buona parte dei presenti, che una volta spentisi i riflettori si disperderanno nella grigia serata milanese con un sorriso ebete stampato sui volti.
Da rivedere, non fosse altro che per lo spettacolo offerto

Intro
Girls Go Chopping
Raise Hell In Heaven
Bite It Like A Bulldog
Who’s Your Daddy?
Blood Red Sandman
Manskin Boots
Haunted Town
Deadache
Bringing Back The Balls To Rock
Monster Monster
It Snows In Hell
Wake The Snake
Dr. Sin Is In
Missing Miss Charlene
—————————-
Would You Love A Monsterman?
The Devil Is A Loser
Hard Rock Halleluja

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