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I think I’m Shirley Manson

Dopo sette anni di assenza i Garbage tornano in grande stile, con un album e un concerto in una città che non li aveva mai ospitati prima di stasera. Il Rock In Roma è il palcoscenico ideale per la band di Shirley Manson e i fan, calorosi più che numerosi, dimostrano quanto la rossa spettrale sia mancata ai loro cuori.

Ci pensano le perle più luminose della loro discografia a riempirli subito di vibranti emozioni: “I Think I’m Paranoid”, “Stupid Girl”, “Push It”, sono tutte lì nella loro quasi tattile irruenza, a volte esasperata da un’equalizzazione che ci spara addosso i bassi senza pietà. Il vecchio Vig si diverte a farci muovere senza neanche che ce ne accorgiamo, mentre Shirley se la spassa con lunghi monologhi tra un pezzo e l’altro – fortunatamente il suo accento scozzese non è così marcato. Particolarmente divertente il suo dialogo a distanza con un certo Carlo, giornalista musicale vicino alla band del quale Shirley tesse infinite lodi mentre il resto del pubblico continua a chiedersi chi diavolo è Carlo.

Le due ore ci scorrono addosso portandoci via la voce con “Cherry Lips”, “Shut Your Mouth” e “Queer”, mentre il nuovo disco vince il test dal vivo con “Control” e “Man On A Wire”. Poi Shirley accoglie le richieste di un paio di spettatori e prova a cantare “Run Baby Run” e “Cup Of Coffee”, interrompendosi perché non ricorda le parole in un’atmosfera da sala prove inusuale per un concerto.

Il periodo di relativa inattività sembra aver rinvigorito la Manson che, dopo un’operazione alle corde vocali e prossima ai 50 anni, è protagonista di una prestazione strepitosa, spingendo ancora più forte i brani pompati e avvolgendo le note di quelli lenti nel calore della sua voce. Davvero spettacolare quanto priva di senso la sua corsa intorno alla batteria verso la fine dello show – ovviamente senza mai smettere di cantare.

Il carisma di Shirley è coinvolgente e nessuno vorrebe farla più scendere dal palco. Prima di lasciare Roma trova però solo il tempo per ricordarci quanta sofferenza può a volte pulsare dietro l’entusiasmo delle canzoni, e ci regala una splendida interpretazione di uno dei suoi brani più sentiti, “Only Happy When It Rains”. Magari piovesse un po’ anche qui, Rossa. Magari.

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