Home > Recensioni > I Used To Be A Sparrow: Luke

Piccoli passeri crescono

Dick Pettersson non avrebbe mai conosciuto Andrea Caccese se quest’ultimo non avesse detto ciao alla sua Napoli per atterrare in Svezia, così tutto d’un pezzo.

Dall’incontro fra l’anima nordica dell’occhialuto svedese e quella passionale del nostro compaesano nasce il progetto I Used To Be A Sparrow, che già dal nome annuncia un qualcosa che c’era e che ora è superato. Grazie alla maturazione.

Le testimonianze di questo rinnovamento sono undici canzoni dalle assonanze quasi ottimiste, ma non di quell’ottimismo da sprovveduti e incoscienti. L’indie rock che a volte muta in folk intimista ha la potenza di grandi ali che fendono l’aria senza aggredirla con brutalità, proprio come s’addice a chi ormai non ha più bisogno di stare nel nido.

La storia di Caccese insegna che se rimani in Italia la vita del musicista è dura, se vai in Svezia e trovi la persona giusta SBAM: sei subito in tour per l’Europa.
Di questo duo è bello scoprire la perfetta sintonia nonostante i background di rispettiva provenienza siano totalmente antitetici, ed è bello anche sperare che in futuro ci regalino grandi cose.

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Contro

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