Home > Recensioni > I Used To Be A Sparrow: You Are An Empty Artist

Italia + Svezia = cose belle

Lo avevamo già detto per “Luke”, ma ripeterci non farà male: la collaborazione tra due paesi così diversi, eppure così vicini- nelle personalità di Caccese e di Pettersson-, si può annoverare tra le cose belle della vita, se non altro quella musicale.

“You Are An Empty Artist” è il secondo album dell’atipico duo, del quale si può dire tutto fuorché che sia scarno nei contenuti o nella forma. L’antitesi con il titolo del lavoro, infatti, si palesa in modo prorompente fin da subito, quando le voci dei due giovani cantautori indie pop si mescolano in un tripudio d’estetica e sintomatico candore.
Ad accompagnarle, ora, sono dolci riff di chitarra a cui si aggiungono l’eclettismo dei sottofondi elettronici e il pestare sperimentale della batteria.

Gli I Used To Be A Sparrow si riconfermano quindi come una delle band emergenti maggiormente pregevoli del panorama musicale indipendente degli ultimi due, massimo tre anni. Non sono due tipi che procedono con i paraocchi: a loro piace guardarsi intorno e prendere spunto dalle situazioni più disparate. Non sarà strano, perciò, se ci troverete pure il noise e il folk.

Pro

Contro

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