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    Ibridoma

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Ibridi mica tanto…

I marchigiani Ibridoma si presentano al grande pubblico con il loro primo e omonimo full length. Debitori del sound più heavy degli anni 80 i nostri sono fautori di un metal classico, aggressivo ma al contempo ricco di momenti melodici.

Le nove tracce che compongono l’album hanno un sapore molto tradizionale, ma soprattutto un gusto già assaporato. La musica degli Ibridoma sembra essere intrappolata in un binario che obbliga il carrozzone della band ad andare imperturbabilmente sempre dritto e a non fermarsi mai. Costantemente prevedibili, i brani del lotto si sviluppano tra riff potenti e spesso thrashy (“Alone In The Wind”,”Night Of Crow”) e momenti più intimi e pacati come nell’acustica “Jenny” o nella più epica “Lady Of Darkness”. Le chitarre poi non graffiano e non mordono a dovere a causa forse di una produzione che risulta troppo tonda e artificiale e che si ripercuote anche sul suono da drum machine della batteria.

Il gruppo può fare sicuramente di più, cercando di sviluppare in maniera più fresca e originale le proprie idee che, tra i riff di maniera e gli acuti eunuchi, non sono affatto male.

Siamo nel 2009 quasi 2010 e suonare un heavy metal di tal guisa significa aver vissuto su un albero di pere per quasi 30 anni. E poi dove sono gli assoli al fulmicotone? Il disco ne è quasi sprovvisto e qui ci starebbero come il cacio sui maccheroni, poffarbacco.

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Contro

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