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Iced Earth: Quattro chiacchere… glaciali

Il 22 febbraio 2009 al Rolling Stone di Milano si è tenuto un gran concerto che vedeva sul palco gli Iced Earth con gli storici Saxon. Gli Iced Earth sono in tour con il nuovo album “The Crucible Of Man – Something Wicked Part II” che vede il grande ritorno di Matt Barlow, primo cantante della band. LoudVision era presente a questo evento che potrebbe essere uno degli ultimi per il famoso locale milanese. Abbiamo avuto un incontro con Jon Schaffer leader della band americana che ha tenuto una conferenza stampa molto ristretta.

Ecco cosa ci ha raccontato.

Come sta andando il tour?
Molto bene. Ci troviamo bene a suonare con i Saxon. Tra noi si è formata una buona amicizia e quando proviamo c’è un ottimo feeling.
Siete soddisfatti dell’uscita del vostro nuovo album?
Si, siamo soddisfatti. Le vendite stanno andando bene. L’industria musicale sta subendo il periodo di crisi quindi ovviamente le cose potrebbero andare meglio. Ma questo è un problema mondiale. Solo grandi band come gli AC/DC e i Metallica vanno veramente forte. Ma le reazioni all’uscita dell’album sono positive e i fan continuano a supportarci.

Cosa prevedete per il prossimo album, avete già scelto una direzione? Sentiremo delle sonorità più thrash?
Non ci stiamo ancora pensando. La prossima uscita sarà un DVD. Ora è in fase di post produzione. Dopo il tour faremo una pausa: non vado in vacanza da sei anni. Quindi al momento non sto pensando ad un nuovo album. Tutto ciò che penserei ora sarebbe diverso da quello che avrò in mente tra sei mesi.

Puoi dirci qualcosa sul DVD?
Si chiamerà “Festival Of The Wicked” e prevedrà le esibizioni live da tre festival: il Metal Camp 2008, il Rock Hard Festival 2008 e il Wacken 2007. In più ci sarà un documentario del backstage e alcuni video. Sarà un bel pacchetto di due o tre dvd ricchi di materiale.

Ci sarà anche qualche ripresa dall’ultimo Gods Of Metal?
No, non credo. Abbiamo qualche contributo dal Graspop, ma dato che non è di buona qualità lo metteremo probabilmente nei contenuti extra. Non disponiamo di una troupe professionale che ci segue.

Gli Iced Earth sono vicini al 20° anniversario di carriera, avete in mente qualche idea per celebrare questo avvenimento?

Non abbiamo in mente ancora nulla e l’anniversario è molto vicino. Forse faremo qualcosa ma ora non so. Dovremmo parlarne con la casa discografica. Potrebbe essere un box set con delle ristampe degli album ma non c’è nulla di pianificato.

Sei preoccupato del fatto che la vostra etichetta precedente ha ripubblicato i vostri dischi?

No non sono preoccupato. Li rispetto e poi hanno tutti i diritti di farlo. Gli Iced Earth sono una band di successo e veniamo pagati per quello che facciamo. Dovremmo dire che non siamo d’accordo e che non riconosciamo questo materiale? Non sarebbe vero. Certo sarebbe stato meglio se mi avessero coinvolto in questa decisione ma non per questo andremo in giro a dire che non riconosciamo questo materiale.

Come continua il progetto Iced Earth? Molte cose sono cambiate in questi anni …
Si sta andando bene. Sono molto soddisfatto di entrambi i dischi (“Something Wicked” parte 1 e parte 2). Ho iniziato a scrivere la storia circa 10 anni fa. Come songwriter sono veramente orgoglioso.

Come va la spalla?
Bene. Ho avuto dei problemi ma poi mi sono operato ed ora sto bene. Certo non sono in forma come lo ero dieci anni fa. Ora devo fare più attenzione agli sforzi che faccio ma posso dire che sto bene.

Ogni album degli Iced Earth ha un artwork particolare, quanto è importante questo elemento?

Penso che sia molto importante. Fa parte dell’immagine globale della band. Musica, testi, artwork, logo… è tutto collegato ed è tutto importante per me. Per gli altri non so ma per me è importante. All’inizio nei primi tre album non avevo controllo sull’artwork e quelle copertine, ad esempio quella della prima edizione di “Night Of The Stormrider”, erano veramente brutte. Questo mi faceva impazzire ma ora le cose sono diverse, ora controllo anche questo aspetto ed abbiamo delle copertine molto belle.

Durante la pausa dopo questo tour hai intenzione di fare un altro disco con i Demons and Wizards o di partecipare ad altri progetti?

Si ho parlato con Hansi (Blind Guardian) in questo proposito. Ci siamo incontrati diverse volte. Penso che faremo qualcosa ma non posso dire con l’esattezza quando. Vorremmo che fosse qualcosa di davvero ispirato, non forzato. Non deve essere fatto solo perché adesso abbiamo l’opportunità di farlo. Quindi ci prenderemo ancora un po’ di tempo. Sicuramente il progetto Demons and Wizards andrà avanti.

Tornando al vostro ultimo album The Crucible Of Man: da dove hai tratto l’ispirazione per questo lavoro?
La storia è la continuazione della storia dei Setians. Continua dalla fine di “Framing Armageddon”. Come sapete è tutta creata dalla band… le situazioni… i personaggi… gli eventi. È una storia abbastanza complessa.

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