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    Ignis Fatuus

    Data di uscita: 24-04-2006

    Loudvision:
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Piccolo capolavoro di genere

“In Our Mad Bliss” è opera per pochi. Se non si è in grado di dare una chance alle infinite sfumature, alle introverse dolcezze dell’intimità sonora, allora gli Ignis Fatuus non fanno per voi. Se, invece, subite il fascino d’atmosfere dilatate, di solitudini spaziose, di note distanti nel tempo, allora questo capolavoro fa per voi. Giusto per dare un’inquadratura, gli ascoltatori di Arcana, Les Joyaux De La Princesse, Blonde Redhead, Cocteau Twins possono tranquillamente avvicinarsi all’ascolto, con la garanzia di rimanerne entusiasti.
Poesia leggiadra, foglie odorose d’una appena passata pioggia primaverile; visionarie primordialità sentimentali, esplicate attraverso inconsuete immagini e tessiture d’amore a trama larga… Un pentagramma teso da un capo all’altro dell’universo, ove l’acusticità di pianoforte, chitarra e percussioni incontrano un’elettronica ambient soffusa ed elegante; i suoni sono fatati, posseggono le charmanti incertezza e vaghezza dei riflessi di luce sull’acqua e sulle pareti, confusioni caleidoscopiche incantevoli nella notte. La voce di Melysa Baucom, al di sopra della strumentalità sgocciolante, è eterea e vaporosa, inaspettata e fugace quanto stille di rugiada su petali di fiori all’alba; in tutti gli episodi in cui interviene, lascia il segno d’un’interpretazione tanto peculiare quanto evanescente, onirica. Impossibile non menzionare la cadenzata “I’m Gonna Beg The Moon Each Night”, la cui ipnotica linea vocale viene emessa da respiri sottili; stesso dicasi per “At Lenght”, misteriosa filastrocca flebile su ritmica di xilofono, fiabesca e leggera. Talvolta, si ha come l’impressione d’aver azionato un fonografo, tanto aliena risulta essere la dimensione surreale, talora persino infantile ed ingenua in cui ci s’immerge. In conclusione, “Early Morning Berlin” è l’unico episodio stranamente più sobrio, regressivo rispetto al resto dell’album, che pare assecondare leggerezza d’atmosfere e luminosità più spensierata. Per il resto, la musica di Christus777 si colloca sulle coordinate qui già spiegate per analogiche suggestioni.
Un lavoro delicato e carezzevole, in grado di sfiorare gli animi sensibili con minimale riguardo. Un piccolo capolavoro di genere.

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