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Il 2009: Annus horribilis per le vendite!

Proprio su queste pagine abbiamo trattato il fenomeno della febbre da distribuzione digitale che ha afflitto fior fior di social network e piattaforme streaming con la promessa di una nuova – ed auspicabilmente per loro inesauribile – fonte di guadagno. Bene, se da una parte i misteriosi venti di mercato soffiano in quella direzione, dall’altra non possiamo non constatare come il settore delle vendite sia invece già da un po’ in difficoltà.

A tal proposito il portale americano specializzato Billboard, analizzati i dati di Nielsen Soundscan 2009, ha rilevato una importante flessione, una discesa cominciata nel duemilasette e diventata pericolosamente ripida nel duemilanove e che, per ora, non accenna a rallentare.

Tradotto in numeri si è infatti passati dai fasti del periodo duemilasei-duemilaotto in cui sono state acquistate canzoni in formato digitale per un numero compreso tra i 225 milioni e i 229 milioni di unità scivolando mestamente ai 90 milioni dell’anno appena concluso. Un’altra bella frenata, seppur meno brusca, ha riguardato anche le vendite degli album digitali i quali, nello stesso periodo di cui sopra, sono passati dalle circa 16 milioni di unità alle 10,4 milioni del 2009.

Il nodo della questione sta nel difficilissimo rapporto tra distribuzione e vendita. Se il mercato digitale ha avuto il privilegio di sopraffare quello fisico fatto di cd e copertine cartacee, ora è quello digitale ad essere messo a repentaglio da forme alternative di fruzione. Come detto poc’anzi basti pensare a tutti i fornitori di servizi online che offrono a prezzi ridicoli la ripetizione in streaming pressoché illimitata delle canzoni, rendendone in certi casi superfluo l’acquisto col relativo download.

Col duemilanove si è senz’altro chiuso un grosso capitolo del mercato globale musicale e finora, per strano che sembri, nella lotta tra major e utenti a restare fregati sono stati proprio gli intermediari, venditori e distributori: gli uni in balia di una domanda tendenzialmente in calo – lo zampino del peer to peer c’è e si vede – e gli altri abbagliati da nuovi orizzonti speculativi e costretti ad una concorrenza spietata. Major e utenti ringraziano e si godono lo spettacolo. Per il momento.

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