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Il Banco Del Mutuo Soccorso: Nocenzi presenta il nuovo tour nel 2015

Il Banco del Mutuo Soccorso torna in tour nel 2015 con Un’Idea Che Non Puoi Fermare, che vedrà il nucleo originale della band affiancato da John de Leo, Maurizio Solieri, Giacomo voli e molti altri a riempire il vuoto lasciato dalla storica voce di Francesco di Giacomo.

A presentare il nuovo tour 2015 del Banco del Mutuo Soccorso, accompagnato da molti dei suoi compagni di avventura Vittorio Nocenzi, fondatore del gruppo, che inizia subito spiegando le ragioni alla base di questa tournee a poco più di un anno dalla scomparsa di Francesco Di Giacomo: «Questa tournee è qualcosa di dovuto che il Banco del Mutuo Soccorso doveva assolutamente intraprendere dopo il concerto del 6 dicembre a Roma. Il Banco non sarà più come è stato fin’ora per quarant’anni. Manca una persona insostituibile, unica, è stato il mio compagno di lavoro e di vita per 44 anni. Non abbiamo scelto noi questa irreversibilità. C’era però la possibilità di poter scegliere tra due cose importanti: smettere o proseguire con ancora più impegno. Personalmente ho sentito forte la necessità di proseguire. Ovviamente questa scelta si sottopone a un giudizio impietoso, sarà il pubblico a dire se è una velleità o qualcosa che ha senso ed è giusto che sia così. Io credo che fino a quando c’è la grossa passione che ha sempre contraddistinto il lavoro di questa band abbiamo quasi il dovere di andare avanti. La perdita di Francesco è stato un momento in cui abbiamo toccato con mano quanto affetto circondasse il Banco. Era doveroso prendere in mano la grande eredità che abbiamo e portarla avanti. Vi prometto che lo faremo sempre e soltanto staccatissimo da qualunque cosa di patetico, di autoreferenziale, non vogliamo essere gli uomini per tutte le stagioni, finché ci sarà la musica noi proveremo a portarla avanti».

Proprio per ricordare l’amico e il collega scomparso il 21 febbraio 2014 per un infarto mentre era alla guida della sua auto, non basta un semplice disco:«Mi sembrava poco fare solo un disco così è nata l’idea di far leggere ad alcuni tra gli attori più importanti i versi che abbiamo scritto insieme nei primi vent’anni, mentre negli ultimi 20 Francesco aveva preso a scrivere magnificamente da solo. Così abbiamo Tony Servillo che fresco di Oscar legge “750.000 Anni Fa L’Amore”, ad esempio».

Di cerrto non è stato facile il primo live dopo la morte di Francesco di Giacomo, che il Banco del Mutuo Soccorso ha tenuto proprio in suo ricordo lo scorso 6 dicembre al Gran Teatro di Roma. Vittorio Nocenzi ricorda: «La prima volta senza Francesco sul palco è stato un concerto particolarmente speciale. Non è soltanto abitudine perché ti giri verso il microfono e ti aspetti di vederlo là. Già basterebbe a far tremare i polsi ma c’era anche il dubbio: come avrebbe risposto il pubblico? Quanto si sarebbe riconosciuto ancora? Quella sera abbiamo fatto il concerto più lungo della storia del Banco: più di tre ore di musica, pause escluse. Finito il concerto sono svenuto. Mi sono sentito molto vecchio, anche se in genere non è così».

Da lì all’idea di una tournee il passo è stato breve come racconta ancora Vittorio Nocenzi: «Uscì fuori una sensazione molto precisa. La gente voleva che il Banco del Mutuo Soccorso continuasse a suonare il proprio repertorio. In quel momento chiedemmo aiuto a tanti amici poi la cosa è diventata strutturale: questa formula mi ha dato la possibilità di immaginare un concerto allargato con la formazione storica del Banco a cui aggiungere degli ospiti graditissimi, come Maurizio Solieri, Angelo Branduardi, e 4 strumenti a fiato. Perché tutta questa gente sul palco da una parte per darci coraggio dall’altra volevamo sottolineare la forza della musica che attraversa 4 decenni e diventa una storia bella da raccontare. Gli strumenti a fiato ci danno la possibilità di arricchire l’armonia della band. Abbiamo voluto offrire al pubblico del 2015 un Banco che ha il nucleo storico tradizionale al centro del campo ma poi si avvale di fuoriclasse ai quali affidare l’azione solista. Maurizio è stato splendido ad accettare l’invito e farà con noi tutta al tournee».

La domanda a questo punto già aleggia nelle nostre testoline da un po’… chi prenderà il posto di Francesco Di Giacomo alla voce? Vittorio Nocenzi chiarisce subito: «Il Banco non avrà più un solo cantante solista, quel posto è stato soltanto di Francesco. Sarà un Banco diverso e chiunque verrà dopo di lui non dovrà essere sottoposto ai confronti né dal pubblico né dalla critica. Noi ci auguriamo veramente che la scelta delle voci del Banco sarà guidata dal talento, dalla credibilità e dalla capacità di interpretare un repertorio che fa tremare i polsi a chiunque. Non una copia di Francesco Di Giacomo».

Infatti, quando gli viene chiesto se c’è la possibilità che John De Leo entri in pianta stabile nella band, Nocenzi nega questa possibilità, anche se lascia la porta socchiusa: «John ha appena pubblicato il suo nuovo disco, che a mio avviso è un gioiello per cui non credo che voglia rinunciare alla sua carriera solista per essere la voce del Banco ma se lui volesse se ne potrebbe parlare».

Meno convinto John De Leo: «Sono lusingato dalla proposta. Questa sarebbe una responsabilità troppo grossa. Ho accettato di entrare su questo barcone con grande entusiasmo ma con sconsideratezza credo. Mi sono reso conto della grande responsabilità. È impossibile e non sarebbe neanche giusto scimmiottare Francesco Di Giacomo ma è innegabile che nel pubblico c’era anche attesa, era qualcosa di potente».

Ma i progetti vanno oltre la riproposizione live del repertorio, e Vittorio Nocenzi spiega il prossimo progetto del Banco Del Mutuo Soccorso:«Sono sei mesi che sto scrivendo la nuova opera inedita del Banco ispirata all’Orlando Furioso, si chiama Orlando ed era l’ultimo desiderio che avevamo con Francesco. Non sarà pronta prima della seconda metà del 2016, per fare le cose bene ci vuole tempo».

Col Banco sul palco ci sarà anche Maurizio Solieri, chitarrista storico di Vasco Rossi: «Sono cresciuto coi gruppi rock degli anni ’70. A dicembre ho suonato “Moby Dick” sostituendo la parte vocale con la mia chitarra: la cosa che mi è piaciuta è stato il sound santaneggiante che ci stava molto bene. Sono molto contento e farò quello che posso, il mio background musicale è legato a un certo rock, a un certo blues più semplice dal punto di vista armonico. Cercherò di mettere le cose migliori che so fare. La mia filosofia musicale è sempre stata di trasformare un assolo di chitarra in qualche cosa di melodico che fosse la prosecuzione della melodia della canzone. Secondo me ci divertiremo».

Banco_colorePresente all’incontro anche John De Leo, ex voce dei Quintorigo e adesso cantante solista: «Bella esperienza. Guardando le foto ieri ci siamo domandati ma che genere potrebbe mai fare un gruppo così variopinto di background diversi. Non è ancora chiaro neanche a noi stessi ma staremo a vedere dove la musica del Banco di traghetterà. In questo gruppo c’è anche un’umanità condivisibile, e forse, oltre alla musica è uno dei fulcri fondanti».

Per un gruppo che ha alle spalle 40 anni di storia viene spontaneo interrogarsi sul rapporto coi giovani: «Non c’è mai stato giovanilismo nel nostro approccio, anzi lo reputo detestabile, lo associo al paternalismo e all’ipocrisia. Almeno il 50% del nostro pubblico sono giovani che vanno dal 18 ai 30 e suonano. La musica è una magia unica perché nasce nella solitudine e vive soltanto insieme con gli altri. Non possiamo dimenticare che i giovani oggi sono frastornati da questo cancan mediatico che distoglie la capacità di analisi e quindi la possibilità di farsi una consapevolezza. Oggi si ricevono così tante informazioni che non c’è il tempo necessario perché si trasformino in conoscenza. E a volte scambiano l’informazione per conoscenza ma sono due cose profondamente diverse. Questa può essere la prima generazione in cui i figli non sono più colti dei genitori. E noi non possiamo permettercelo. Il nostro futuro sta nello sperare che si ritorni all’antico. Il figlio deve superare il padre, non può essere diversamente».

Maurizio Solieri non esclude che in futuro si possa comporre qualcosa insieme: «Non nego che mi piacerebbe scrivere delle cose insieme, magari succederà, perché no? La stima è enorme ci stiamo conoscendo, la band si fa andando in tournee».

Non è detto sia facile, però, per i fan storici della band accettare questi cambiamenti, come lo stesso Vittorio Nocenzi ammette: «Noi intendiamo dare tempo al nostro pubblico non di dimenticare Francesco (questo non glielo permetteremo mai), ma di abituarsi all’idea che qualcun altro possa cantare questi brani. Il pubblico vuole sentire ancora questo repertorio cantato e noi vorremmo farlo nella maniera più equilibrata possibile con questi componenti essenziali: autenticità, talento e diversità. Ad esempio la nuova voce di Giacomo Voli, ma anche io mi divertirò a riprendere il mio ruolo di seconda voce nella band. Mi ero bocciato tanti anni fa quando presi Francesco ma sono sicuro che la voce di Giacomo porterà una lettura personale, diversa alla quale io chiederò soltanto una cosa: scavare dentro i testi. Per il Banco i testi sono sempre stati importanti quanto la musica, il nostro racconto non può proseguire solo strumentalmente, deve avere la forza della poesia evocata dalla parola. Non possiamo rinunciare alla meraviglia dello strumento più bello del mondo che è la voce umana».

Ed ecco che arrivano le indicazioni per Giacomo Voli, giovane emerso col secondo posto al talent show The Voice Of Italy 2014: A« Giacomo chiederemo subito di dimenticare l’esperienza mainstream, il primo codazzo di pischelle che arrivano lo mandiamo in camerino! Gli abbiamo spiegato che deve entrare nella drammaturgia del testo, deve dimenticarsi di cantare per fare sentire quanta voce ha, non me ne frega niente! Giacomo sarà un cantante vero che canterà quando sarà pronto per un repertorio che ha credibilità e che ha bisogno di essere autentico».

Giacomo Voli sente la responsabilità e spiega le probabili ragioni per cui è stato chiamato: «È veramente pesante sostenere la storia di un gruppo come il Banco. Giancarlo (Amendola, il manager del gruppo, ndr) mi ha chiamato perché, magari non ha ascoltato neanche una nota di quello che faccio però in quel cancan mediatico ha notato quanto mi lascio emozionare. Anche l’esperienza da talent io l’ho vissuta come me stesso ed è quello che è piaciuto anche alle persone che mi hanno seguito, non sono un bravo intrattenitore da telecamera però mi so emozionare e questa è la cosa più importante».

Unica donna Margary Signorino che si dice “beata tra questi grandi musicisti e grandi artisti”.

Vittorio Nocenzi racconta la prima volta in cui sentì il repertorio del Banco eseguito con una voce femminile: «Due anni fa curai la realizzazione di “Darwin” come spettacolo teatrale per un progetto pubblico. Pensai facciamola difficile con 13 discipline. C’erano attori, cantanti, registi teatrali, coreografi, ballerini, video maker, grafici. Fu la prima volta che sentii il repertorio del Banco cantato al femminile e rimasi sbigottito. Era bellissimo».

Non resta che andare a una delle date del Un’Idea Che Non Puoi Fermare tour 2015 del Banco del Mutuo Soccorso, che inizierà il 26 Giugno con “L’EUTROPIA Festival” nella particolare area di Campo Boario (Ex mattatoio) e toccherà, fino a metà dicembre, le più importanti location tra anfiteatri, palazzetti e teatri. Tra le altre città già annunciate: Cassino (1/8 – rassegna Cassino Arte, Anfiteatro Romano); Macerata (22/8, Sferisterio); Veruno, NO (6/9, Veruno Festival); Siniscola, NU (10/10, Piazza Nuova); Palermo (6/11, Teatro Golden); Catania (7/11, Teatro Metropolitan); Barletta (5/12, Paladisfida).

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